blog di luciano

La forza della passione

'Il manuale del guerriero della luce' di Paulo CoelhoSarà capitato anche a voi. Ci sono persone che incontri che hanno lo sguardo spento ed altre con la pupilla che ha dentro come una fiammella. Niente di scientifico e neppure di paranormale, per carità! Ma la semplice constatazione che gli occhi sono lo specchio dell'anima.
Anzi, precisa con minuzia lo scrittore Paolo Coelho: «Gli occhi sono lo specchio dell'anima e, in qualche maniera, rivelano ciò che sembra occulto. Ma, oltre alla capacità di brillare, essi posseggono un'altra qualità: fungono da specchio sia per le doti racchiuse nell'animo sia per gli uomini e le donne che sono oggetto dei loro sguardi».
Trovo - perché il passare degli anni fa esperienza - che quel scintillio degli occhi appare come una pietra preziosa, quando ad accenderlo è un elemento senza eguali: la passione.

I cittadini fra retroscena e "fake news"

'Il gioco delle 'fake news'Mi ritrovo sempre più spesso a leggere articoli frutto di retroscenismo e cioè di ricostruzioni che riguardano in particolare il mondo politico. Si tratterebbe nella "versione buona" di offrire al lettore delle informazioni dietro le quinte che anticipino gli eventi o squarcino il velo su operazioni ancora in corso che siano avvolte dalla riservatezza o peggio ancora da logiche omissive.
Nulla di scandaloso, se non si eccede nella voglia di stupire e se non si aggiungono al piatto troppi condimenti per renderlo più saporito o peggio si rovista - in senso figurato - nella spazzatura. Ci vuole poco con certi comportamenti ad uscire dal seminato, entrando nel terreno della falsificazione.
Alla fine, così facendo, non si rende un buon servizio alla comunità, perché non si tratta più - come dicevo - di svelare aspetti tenuti nascosti o di rivelare mosse che siano utili per capire, ma di una manipolazione dei fatti.

Per cimiteri

Uno scorcio del cimitero di AostaHo visitato nella mia vita bellissimi cimiteri e confesso di farla quasi sempre una visita di questo genere nei miei giri, che siano gitarelle o viaggi veri e propri. Esiste qualche cosa di istruttivo, naturalmente con il rispetto dovuto per i luoghi e le persone lì sepolte, perché esempio mirabile delle diverse civiltà espressione dell'animo umano in tutti i Continenti.
Alcuni erano persi nella campagna come dei camei nella natura, altri a picco sul mare spesso di un bianco candido, ho ammirato cimiteri monumentali con lapidi e cappelle di pietra e marmi e naturalmente ho visto da noi sulle Alpi cimiteri che sembrano oasi di pace non solo eterna. Vale la riflessione di Emil M. Cioran: «Alla minima contrarietà, e a maggior ragione al minimo dispiacere, bisogna precipitarsi nel cimitero più vicino, dispensatore immediato di una calma che si cercherebbe invano altrove. Un rimedio miracoloso, per una volta».

Halloween e le sue radici

Zucche intagliate per HalloweenPer favore, che nessuno si metta a farci la morale se ci si divertirà bonariamente con "Halloween", abbreviazione di "(All) Hallow Even, sera di tutti i Santi", in questa notte fra il 31 ottobre ed il 1° novembre, che nella tradizione anglosassone è una festa con travestimenti e scherzi macabri, ultimo residuo - trasfigurato nella logica cattolica, a differenza di quanto si creda - di precedenti usanze pagane che la ritenevano la notte del risveglio dei morti.
Certo la festa è posticcia, perché d'importazione (per altro con un "via vai" fra la tradizione celtica europea e gli Stati Uniti per via degli irlandesi emigrati con ritorno sul Vecchio Continente), ma bisogna diffidare delle apparenze di questa estraneità e non solo perché con il ritrovamento ad Aosta di un cavaliere celtico fatto e finito si conferma la radice celtica di una parte di storia valdostana. Ma anche perché questo «dolcetto o scherzetto?» asseconda una joie de vivre dei bambini a caccia di regalini e vi è anche fra i grandi l'irresistibile desiderio umano del travestimento, che spezza le regole come evidente in modo macroscopico con il Carnevale.

Psicopatologia e Politica

Mario DraghiLa Politica è una roba complicata ed invece, via "social", ormai la si banalizza, perché lo sforzo dei guru della comunicazione e del marketing politico parte dall'assunto che chi svolge questa attività deve essere considerato «uno di noi». Di qui la necessità popolaresca di banalizzare e di semplificare in poche battute quanto invece è complesso, e si aggiunge a questa volgarizzazione la paranoia del voto, per cui il cittadino è visto per lo più come un elettore da attrarre. Si seguono i sondaggi prima di decidere, e se una decisione non piace, si inverte il senso di marcia. Per altro la favorita resta la tattica dell'effetto annuncio che accende fuochi spenti poi dall'inanità.
Mi è molto piaciuto su "Huffpost" un punto di vista originale, che parte dall'uscita di scena - per ora - di Mario Draghi, che ha retto con grande perizia la "Bce" e ormai viene tirato per la giacchetta da tutti i fronti, essendo una persona pulita e competente. Verrebbe da dire che è rara avis in questi anni travagliati.

L'impensabile "no" spagnolo a trattare con i catalani

Il premier spagnolo Pedro SanchezMai come in questi giorni mi accorgo di quanto sul "caso Catalogna" non ci sia una ricerca di soluzioni e di come persista - nei pensieri di chi segue questa storia di autodeterminazione cui si contrappone un "niet" nazionalista spagnolo - una logica senza troppe sfumature fra chi la pensa in bianco e chi la pensa in nero. Intendo, con questo, la mancanza di un dialogo che trovi da qualche parte una soluzione.
Assente dalla scena un'Europa che tace e che alla fine, e di conseguenza, diventa sodale della repressione spagnola, toccherebbe proprio - che sia chiaro! - a Madrid rispondere alla richiesta di un tavolo posta con correttezza dal Governo legittimo catalano con tono pacato e senza l'aggressività iberica da crisi di nervi.

Il voto umbro con un occhio alla Valle

Donatella Tesei, nuovo presidente della Regione Umbria«Tu che ne sai di politica...». Capita che interlocutori diversissimi tra loro e con toni diversi nell'uso della frase (serio, ironico, ruffiano, affettuoso...) mi pongano domande come si faceva - immagino - con gli "anziani della tribù", cui si riconoscono esperienza e saggezza (forse).
La verità è che talvolta non capisco proprio un tubo: è il caso della politica valdostana, che sembra ormai una "telenovela" o, se preferite, un "feuilleton" in cui si raccontano storie a tinte forti con buoni e cattivi intercambiabili e giochi di potere con al centro il Palazzo regionale. Ora mi pare, ma non conosco ancora il copione, penso che siamo alla puntata che potrebbe prevedere la giusta defenestrazione dalla Presidenza della Regione di Tonino Fosson. Come, quando e con quali scenari successivi non sono in grado di dirlo e resto convinto che varrebbe la pena di votare in fretta. Ma, si sa, che in Consiglio Valle sono in troppi a remare contro le urne, per lo più per umano spirito di autoconservazione.

Riflettere su Internet cinquant'anni dopo

Tim Berners LeeNon ero ancora stato concepito - era il 1957 - quando gli Stati Uniti, in piena "Guerra fredda", si posero il problema della supremazia tecnologica della Russia, che era chiara in quel momento nella battaglia per la conquista dello spazio.
Così si sviluppa quello slancio che porterà, oltre al resto, alla nascita di di quella cosa che oggi chiamiamo "Internet", abbreviazione di "Inter(national) Net(work) - rete internazionale", noto anche con il più sintetico "Web - rete, ragnatela".
Esiste una data, che ne sancisce la nascita: il 29 ottobre 1969, quando io avevo dieci anni e nulla sapevo di questo seme che avrebbe fruttato una rivoluzione digitale che avrebbe investito la mia generazione. Quel giorno ci fu "Il collegamento" fra i primi due nodi della Rete, realizzato tra l'università di Los Angeles e quella di Stanford.

L'autunno fra grigiori e colori

Colori d'autunno in Valle d'AostaUno può raccontarsi tutte le storie che vuole. Ma la verità è che nell'autunno esiste qualche cosa di struggente.
E non è solo l'evidente metafora della vita, presente nelle succedersi delle stagioni (e io nell'autunno della vita ci sono, gioiosamente ma conscio del tempo che fugge), quanto semmai il fatto che ambienti ed atmosfere invitano a riflessioni maggiori rispetto a quella solarità che è segno dell'estate. Se dovessi immaginare una colonna sonora di uno stato d'animo è un Tenco d'annata, sospeso nel mito della sua morte "giovane":
«Un giorno dopo l'altro
il tempo se ne va
le strade sempre uguali
le stesse case.
Un giorno dopo l'altro
e tutto è come prima
un passo dopo l'altro
la stessa vita.
E gli occhi intorno cercano
quell'avvenire che avevano sognato
ma i sogni sono ancora sogni
e l'avvenire è ormai quasi passato»
.

Strade statali: lato oscuro dell'Autonomia

Errori sui cartelli stradali sulla ss26Mi capita spesso di riflettere su alcuni problemi cardine della nostra Autonomia speciale e, nel tempo, con diversi ruoli, mi sono trovato a lavorare sulla modernizzazione - pur a spizzichi e bocconi - del nostro Statuto. In particolare ciò è avvenuto con leggi costituzionali che si sono susseguite nel 1989, nel 1993 e nel 2001. Con la modifica statutaria del 1993 è nata quella Commissione Paritetica che ha reso stabile il meccanismo, prima precario, con cui si approvano le norme di attuazione dello Statuto, che sono un meccanismo efficace, quando le procedure non si impantanano a Palazzo Chigi, per dare dinamismo al nostro ordinamento regionale.
Cambio registro e capirete la connessione. Quando sono nato, spuntando di otto mesi il giorno di Natale, i miei genitori corsero alla "Maternità" di Aosta facendo la strada statale 26, perché nel 1958 non c'era quell'autostrada che arrivò nel suo primo tratto dieci anni dopo. Per chi, come me, abitava fronte circonvallazione del paese, quell'autostrada modificò la viabilità valdostana, riducendo di molto il traffico, oggi nuovamente saturo per l'impossibilità di prendere un'autostrada improponibile per tariffe folli.

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