blog di luciano

La spensieratezza e la spensierataggine

'Hakuna matata, senza pensieri', nel 'Re Leone' della 'Disney'Se una lezione ci viene dalla terribile pesantezza della pandemia, che ci ha spaventati ed imprigionati, è la necessaria riscoperta della spensieratezza. In questi giorni in cui le maglie si stanno allargando la vedo questa voglia di liberare la mente da troppi pensieri nei tavoli dei bar all'aperto dove ci si ritrova per ritrovarsi. Così, banalmente.
Scrivono sulla spensieratezza Manuela Cervi e Carluccio Bonesso nel libro "Emozioni per crescere", ricordando anche la sorella cattiva, la "spensierataggine", ormai scomparsa dal nostro lessico: «La spensieratezza è anche etimologicamente (con "s-" sottrattivo) l'essere senza pensieri, il non avere preoccupazioni. Non c'è più la necessità di volgersi altrove, perché l'accento semantico è posto sulla mancanza, sull'assenza di motivi di tristezza o di paura, che sono state ormai quasi definitivamente lasciate alle spalle».

La zizzania

La zizzania che germoglia...Ormai mi sono abituato a certi scenari della politica valdostana e cioè alla presenza di "manovratori" o presunti tali che, con una certa periodicità, suggeriscono a "giornalisti amici" scenari suggestivi su Caio o su Sempronio nella logica di tenere tutto in fibrillazione. Così nascono casi, alimentati da dietro le quinte, che rasentano talvolta il grottesco. Basterebbe informarsi con gli interessati per avere risposte, ma con il retroscenismo alla fine si può dire quel che si vuole, anche se deforma la realtà dei fatti.
Un'attività apparentemente giocosa di chi vuole "contare" e dunque gonfia o sgonfia situazioni, ispirando articoletti in cui trasforma le cose a proprio piacimento, mischiando fatti e commenti. Si potrebbe trattare di un puro divertissement, quasi dopolavoristico, se non fosse che questo rumore di fondo infastidisce e crea ambiguità che sorgono da ricostruzioni fantasiose e pettegolezzi petulanti.
Spiace doverlo segnalare ed aggiungere che le difficoltà attuali, in una situazione piena di incertezze dovute alla pandemia con un mare di problemi seri da risolvere, non consente sussurri e grida di chi vuole solo disturbare e buttare tutto in caciara.

L'ultimo giorno di scuola

Genitori applaudono i docenti all'uscita dell'ultimo giorno di scuolaSi chiude oggi un anno scolastico travagliato per via della pandemia, che già aveva danneggiato l'anno precedente. Una situazione complessa sotto diversi profili e sicuramente foriera di difficoltà e disagi, oltreché di un senso diffuso di fatica e di incertezze. Direi, però, facendo gli scongiuri, che il peggio dovrebbe essere passato e dovremmo tornare da qui alla ripartenza ad una normalità che può rasserenare.
Ho accettato la sfida dell'Istruzione, una delle deleghe che ho nel mio ruolo di governo, conscio delle difficoltà e della necessità di capire questo mondo che si dipana dalle scuole dell'infanzia sino all'Università, che rientra anch'essa nelle materie di cui debbo occuparmi.
Il settore è complesso: si frammischiano competenze regionali con norme statali, con confini non sempre distinguibili e molte prassi e consuetudini che devono essere comprese e talvolta modificate.

Saman e una canzone

Saman Abbas in una foto diffusa dal 'Tg2'Il punto di partenza è l'orrore dell'uccisione, avvenuta nel reggiano, della 18enne pakistana Saman, che si opponeva ad un matrimonio combinato dai genitori.
Ho seguito in questi giorni una polemica susseguita, che condivido, sul fatto che una certa Sinistra italiana sembra sorvolare sulla violazione dei diritti delle donne in una larga parte del mondo islamico che vive in Italia. Lo si fa nel nome di un "politicamente corretto" e di un relativismo culturale che , invece, non giustificano affatto che ci siano supposti precetti religiosi ed usi e costumi da rispettare che possano violare quei principi costituzionali che da noi proibiscono discriminazioni o forme di violenza psicologica e naturalmente fisica contro le donne.
Questa questione investe tutta la società italiana e la necessità che non ci siano punti oscuri in Italia, dove sia lecito in società parallele che si sospendano i diritti e che questo lo si accetti nel nome di un uso distorto della tolleranza. Sono temi essenziali di libertà e di rispetto, che impediscono sconti o distrazioni.

La luminosità di giugno

Bimbi in spiaggia ad ImperiaLa luminosità del mese di giugno mi piace moltissimo e l'affermo con un grido!
Da adulto, invece e purtroppo, non ho più la gioia della fine dell'anno scolastico. Quel «rompete le righe» che direi non avere eguali in termini di orizzonte.
Negli anni della scuola era qualcosa di ripetitivo per me e oggi posso surfare sui ricordi, che è cosa dolcissima. Allora: l'inizio delle vacanze era la partenza per il mare, dove restavo - non da villeggiante ma da residente vero e proprio - sino al mese di settembre. Era in sostanza un'altra cittadinanza, come cambiare cappello e trovarsi altrove. La destinazione era la città dove mi mai mamma era nata: Imperia, come chiamata in epoca fascista, nata dalla fusione di Oneglia e di Porto Maurizio.

Il pragmatismo in politica

La 'Fortezza Bastiani' del 'Deserto dei Tartari'La Politica è fatta di scenari. L'ideale sarebbe riuscire a costruirli prevedendo quel che verrà. Capisco come sia sempre più difficile farlo. Ormai tutto cambia in fretta e non esistono bussole che indichino bene la direzione. Si diventa guardinghi, anche se questa caratteristica soporifera non fa parte del mio carattere. Quando ci vuole ci vuole e certi tatticismi alla fine stonano con obblighi di chiarezza e di operatività.
In queste ore, in casa Union Valdôtaine, si celebra un congresso con tutti i limiti che ci sono per via dell'emergenza sanitaria. Di fatto da ormai più di un anno le riunioni politiche sono tabù e lo si è visto anche con le elezioni regionali autunnali, senza una vera e propria campagna elettorale, dominata dal virus e dalle sue conseguenze. Sullo sfondo, per chiunque sia in un angolo del vasto affresco autonomista, c'è sempre la solita solfa: ci si aggrega oppure no? Si può essere plurali in un solo movimento politico? Quali regole per una civile convivenza opportunamente studiata per non dividersi?

Una nuova legge sulla montagna?

Lo spettacolare Monte RosaRiparte la macchina per avere in Italia una legge sulla Montagna, sostitutiva della legge del 1994 che votai da giovane deputato. Ovvio che molto sia cambiato da allora. Per altro molte parti di quella legge non furono neppure applicate ed è stato un peccato.
A far ripartire il meccanismo è il ministro delle Regioni, Maria Stella Gelmini, che ha la delega sulla montagna, che ieri ha presentato il gruppo tecnico e quello politico, di cui faccio parte, avendo la Valle d'Aosta la guida di questo settore nella "Conferenza delle Regioni".
Il tema della politica della montagna mi ha sempre interessato ovviamente ad Aosta, ma anche a Roma e a Bruxelles.

L'energia dei bambini

La premiazione del concorso 'Gruppo AE' del Comitato delle Regioni alla scuola di Pré-Saint-DidierSono stato, in vista della fine dell'anno scolastico, in visita in una scuola primaria, anche se per me e per tante generazioni restano per sempre nel linguaggio «le elementari».
Si deve - ahimè! - alla ministra dell'Istruzione Letizia Moratti, con la sua riforma del 2003, questa idea balzana di introdurre "scuola primaria", che deriva dal francese ("école primaire") e poi si è diffusa nei paesi anglosassoni ("primary school"). Un vezzo, quando invece in quel "elementari" c'era il senso di basi essenziali su cui lavorare per cominciare: scrivere, leggere e fare di conto.
Ma torniamo alla visita: che bello incontrare i bambini! Ogni volta che mi capita ti accorgi della loro energia, delle loro curiosità, di quella miscellanea di espressioni e di caratteri che ogni classe esprime.

Repubblica o Stato?

Il gonfalone della Valle d'Aosta alle celebrazioni della Festa della RepubblicaLa Festa della Repubblica - festività priva di fatto di qualunque risonanza popolare se non essere un giorno di vacanza sul calendario - è occasione propizia per qualche riflessione politica su dove siamo e dove vogliamo andare nelle strutture istituzionali dell'Italia nel riflesso che ricade inevitabilmente anche sui valdostani. Ogni tanto è bene farlo, togliendo tutti gli orpelli retorici che avvolgono momenti come questi, in cui i ghostwriter di turno riciclano vecchie storie senza tempo, buone in sostanza per tutte le stagioni.
Il tema capisco possa risultare poco appassionante, ma per chi ha masticato pane e politica, avendo coscienza di come alla fine norme costituzionali e leggi incidano sul destino della piccola Valle d'Aosta, è necessario stare sempre all'erta. La Storia, con il saliscendi del destino politico ed economico della Valle d'Aosta, dimostra purtroppo l'esistenza di momenti buoni e cattivi.

Il vittimismo

Calimero...Viviamo in tempi difficili, che non consentono distrazioni o perdite di tempo. Perché la ripartenza, che per fortuna è ineluttabile ed obbliga a risolvere un cumulo di problemi già difficili da affrontare nell'ordinarietà, figurarsi nell'eccezionalità degli eventi.
Per questo bisogna liberarsi di tante zavorre. Penso ai pessimisti, ai criticoni, ai catastrofisti, agli allarmisti. Tutti coloro che raffreddano fiducia e speranza.
Ma aggiungerei all'elenco anche i vittimisti, che vanno presi con le pinze per quanto possono nuocere. "Vittima" è una brutta parola e ce la racconta la tesi più praticata sulla sua origine. Viene dal latino "victĭma, animale offerto in sacrificio", che a sua volta si tratterebbe di un superlativo che ha per base "vic-" di "vĭcis, scambio" col significativo di "che ricambia per eccellenza". La mentalità religiosa degli antichi concepiva il sacrificio propiziatorio come una sorta di scambio, di pareggio di doni fra l'uomo e la divinità.

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