blog di luciano

La guerra che unisce

Un'immagine di 'La battaglia dimenticata'Guardavo l'altro giorno in televisione un film di guerra, "La battaglia dimenticata", assieme al piccolo Alexis. La storia racconta con crudo realismo e vicende umane toccanti la "Battaglia della Schelda" e cioè la serie di operazioni militari condotte principalmente dai canadesi che miravano nell'autunno del 1944 a conquistare, dopo lo sbarco in Normandia, lo strategico porto di Anversa.
Quando i registi, in questo caso Matthijs van Heijningen Jr., riescono a sfrondare la guerra da artifici retorici e prosopopea nazionalista, venendo al sodo dell'orrore e delle sofferenze, possono essere una lezione per i giovanissimi, specie se - come cerco di fare - li si accompagna con spiegazioni che contestualizzino gli eventi.

La pioggia...

Snoopy e la pioggiaScherzavo giorni fa sulla necessità di fare la danza della pioggia, che oggi possiamo vedere - dal chiaro aspetto folkloristico - nei filmati che hanno protagonisti nativi del Nord America.
Per altro, della serie «scherza con i fanti... e lascia stare i santi», ricordo che cosa ha scritto il "Corriere della Sera": "La preghiera della pioggia. L'invocazione alla Madonna della Bassa. L'arcivescovo di Milano Mario Delpini ha accolto «la preoccupazione dei coltivatori della terra, degli allevatori e delle loro famiglie in queste settimane di siccità» e sabato 25 giugno sarà in tre chiese del territorio agricolo della Diocesi a pregare il Rosario".
Passando dal sacro al profano mi viene in mente, pensando anche al celebre film, quel motivetto "Singin' in the rain" ("Cantando sotto la pioggia") di Arthur Freed e Nacio Herb Brown, anno 1929.

Le tracce della Maturità

Bruno Mastroianni e Vera GhenoAh! La Maturità!
Ogni anno, dovunque io sia, gioco con lo scritto del primo giorno per pensare - ricordando il mio 1978 - a quale traccia mi sarei dedicato se fossi stato, con improvviso ringiovanimento, un maturando sotto esame nel 2022.
Ricordo di allora quei giorni di attesa per conoscere i testi, quando non esisteva Internet e dunque si incrociavano le informazioni via telefono alla ricerca spasmodica di qualche spiata che ci consentisse di prepararci per lo scritto iniziale.
Per cui mi butto nel guardare che cosa sia "uscito" dal Palazzone romano del Ministero dell'Istruzione, dispensando gli argomenti da affrontare.

Speranze tradite

La siccità nel fiume PoIl Capodanno del 2000 era stato avvolto dalla retorica mielosa di un cambio di passo per l'Umanità, dopo un secolo, il Novecento, pieno di orrori. Per altro pure il Millennio intero, a considerarlo complessivamente, non era certo stato una meraviglia.
Ricordo le parole di speranza che io stesso pronunciai in quel passaggio epocale e non posso che riflettere sul presente e le sue spine. Oggi che siamo negli anni Venti avanzati ci accorgiamo, infatti, che di grandi sol dell'avvenire e di mirabolanti utopie realizzate ne abbiamo visti pochini. Basta mettere assieme gli eventi racchiusi in un pugno di anni per trasalire.
La pandemia appare, scompare e riappare, per altro con esperti che ci spiegano come virus e batteri saranno una minaccia crescente, quando credevamo di essere ormai protetti dai prodigi della scienza e lo scrivo senza nulla togliere ai vaccini arrivati con salvifica tempestività.

Essere un "Wannabe"

I Pinguini Tattici NucleariI tormentoni musicali estivi ci sono sempre stati e per alcuni decenni la fonte fu il "Disco per l'Estate", manifestazione canora di Saint-Vincent che certo si può rimpiangere, ma era espressione di un mondo che non c'è più.
Cito nel ricordarlo, a puro titolo esemplificativo, "Sei diventata nera" dei Los Marcellos Ferial (1964), "Luglio" di Riccardo del Turco (1968), "Fin che la barca va" di Orietta Berti.
Oggi le hit vengono costruite a tavolino o meglio in sala di incisione dopo accurate analisi, senza logiche ruspanti del passato. E' il caso della canzone che trovo più divertente di questa stagione grazie ai Pinguini Tattici Nucleari, band di Bergamo, vale a dire "Giovani wannabe".

Non rispondono al telefono!

Bimbi col telefonoLa notizia a suo tempo mi aveva fatto sorridere: un papà di West Wickham (Inghilterra), Nick Herbert, ha dato vita un paio di anni fa ad una app chiamata "ReplyASAP" (letteralmente "Rispondi al più presto") per garantire che suo figlio Ben usasse il dispositivo per comunicare con i loro genitori, specialmente in caso di emergenza. "ReplyASAP", infatti, costringe i ragazzi a rispondere immediatamente ad un messaggio o una telefonata di mamma o papà, in quanto la app blocca letteralmente il dispositivo che si sta usando. Se sommiamo a questo la possibilità ormai evidente di geolocalizzare i figli attraverso il loro telefonino qualche chance esiste di non perdere le loro tracce.
Tutto questo deriva dal fatto (io ho tre esperienze su due diverse fasce di età) che i figli non rispondono mai al telefono ed anche con le messaggerie tendono a rispondere quando vogliono e con scarsa sollecitudine anche rispetto a quelle che noi genitori consideriamo urgenze.

La corsa all'idrogeno verde

Il distributore di idrogeno per autotrazione a BolzanoIn una stagione critica per la produzione dell'energia idroelettrica a causa di una clamorosa siccità, che deve allarmarci per le sue plurime conseguenze, è giusto gettare uno sguardo al futuro.
Fra gli orizzonti più importanti, oltre ad entrare nella logica di non sprecare neppure una goccia d'acqua e stoccarla meglio con bacini in quota, bisogna essere pronti ad ogni innovazione nel settore energetico. E' necessario perciò finalizzare la produzione dell'idrogeno, che avrà uno sviluppo rapido dopo anni di attesa.
Ricordo il contesto: l'energia idroelettrica prodotta in Valle d'Aosta è preziosissima anche anche per l'idrogeno verde. Com'è noto "l'idrogeno pulito" (senza emissioni di CO2) viene prodotto scomponendo la molecola dell'acqua in idrogeno ed ossigeno grazie agli elettrolizzatori. Questi ultimi, per attivare la reazione di elettrolisi dell'acqua, necessitano di corrente elettrica. E perché il processo sia "total green" l'energia elettrica deve essere prodotta da energie rinnovabili. L'idroelettrico produce energia elettrica rinnovabile ed assicura un funzionamento continuo, nelle 24 ore.

L'Autonomia differenziata non è eversiva

Il professor Francesco Saverio MariniInizio, per capire dove voglio andare a parare, con l'ultimo comma del vigente articolo 116 della Costituzione: "Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere "L", limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, "N" e "S", possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata".
Il regionalismo differenziato appena citato, previsto per le Regioni ordinarie dall'articolo 116 della Costituzione, è diventato un addendo alla parte riguardante le Autonomie speciali. Sulla sua possibile applicazione si sono dette e si dicono un sacco di scemenze da parte dei detrattori di questa norma.

L'improbabile castità

Vito MancusoCi sono argomenti che mi incuriosiscono per le incomprensioni che innescano, specie quando ci si fissano regole che sembrano fatte apposta per essere violate.
Pensavo a questa storia, frutto delle riflessioni di Papa Francesco, sul «no» al sesso prematrimoniale per i credenti che scelgano il sacramento del matrimonio. Non mi pare essere una novità, ma questo precetto - penso che si dica così - emerge con netta sottolineatura in un documento del Vaticano "Itinerari catecumenali per la vita matrimoniale", che sembra dare una stretta anche ai famosi corsi prematrimoniali. Io stesso li ho frequentati per il mio primo matrimonio in chiesa e - particolare curioso - il prete che ce li fece scelse poi di sposarsi a sua volta.
Il Pontefice - ed ovviamente i suoi collaboratori - prevedono ora un percorso prima e dopo il matrimonio che, se applicato, obbligherà gli sposini ad un cammino meno facile di quello precedente, soprattutto dopo lo sposalizio.

Epoca di rancori

Rancore...Aleggia qualche pessimismo sui rischi della ripresa della pandemia dopo l'estate. Certo è bene essere vigili e preparati senza però indulgere in pessimismi. Ci vorrà pure un momento per tirare il fiato, dopo tante difficoltà e tensioni. L'importante è che ci sia chiarezza da parte delle Autorità sanitarie nazionali, che hanno troppo spesso spinto la politica, specie quella a traino, verso decisioni contraddittorie e tardive di cui sarebbe bene fare a meno.
Resta la constatazione che certe speranze sull'aria dei tempi anche da me annotate nei mesi passati non si sono ancora avverate e certo la guerra della Russia contro l'Ucraina si è aggiunta inopinatamente a smorzare qualunque entusiasmo. Tuttavia, forse con eccessiva ingenuità, mi ero convinto che alla cupezza del periodo vissuto si sarebbe succeduta una voglia di vivere e di fare come carburante per la ripresa.

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