blog di luciano

Basta con i filorussi!

La surreale intervista di Giuseppe Brindisi a Sergei Lavrov, ministro russo agli Affari esteriSono arrabbiato e lo sono perché tutti questi filorussi in giro mi fanno ribrezzo. Mi vergogno che in Occidente risulti essere l'Italia il Paese che fa da grancassa più di tutti alla Russia ed alla sua sofisticata capacità di manipolazione che deforma l'informazione. Esiste un coacervo di personalità prezzolate o strambe che fa sistema e che macchia ogni onorabilità della nostra democrazia. Spero che le persone ragionevoli si coalizzino contro questa accozzaglia che sbraita senza limiti e confini, facendo di noi uno zimbello a livello internazionale.
Mi fanno schifo quelli che palesemente hanno preso dei soldi dai russi e spero che qualcuno si muova per svelarne i traffici, che oggi giustificano certe posizioni passate e presenti. Mi danno il vomito quelli che dall'estrema sinistra riescono a rovesciare la frittata con i loro russi «poverini» aggrediti dalla "Nato" e fieramente in combattimento contro gli ucraini filonazisti.

Due calci alla palla

Bimbi che giocano al pallone...L'altro giorno nel paese dove sono cresciuto, Verrès, ho chiesto notizie del campetto di calcio dove giocavo a pallone, che si trova sotto il campanile della Collegiata di Saint-Gillles, un complesso che risale all'anno Mille. Risposta: «Non ci va più nessuno».
Vero! Guardatevi attorno e, per chi ha vissuto da piccolo e poi da ragazzo, la logica di una partitella a pallone dovunque capitasse la situazione è deprimente.
La illustra con immagini condivisibili Francesco Florista in una bella lettera al "Corriere": «L'Italia preindustriale e preconsumistica degli ultimi anni 50 e primi anni 60 non era, poeticamente e nostalgicamente parlando, solo quella pasoliniana delle lucciole; era anche, nei miei ricordi di undici-dodicenne, quella di noi ragazzini in pantaloni corti. Li portavano tutti, sempre, anche in inverno, fino ai 12-13 anni; unica eccezione, ma non sempre, Prima Comunione e Cresima».

Culle vuote in Valle d'Aosta

Il professor Alessandro Rosina durante la presentazione dello studioL'idea iniziale di avere uno studio demografico sul futuro della natalità in Valle d'Aosta nasce (verbo più che adatto!) da una esigenza pratica in uno dei settori di cui mi occupo, la Scuola.
Poi, ragionando con l'ottimo dirigente regionale responsabile dell'Osservatorio economico e sociale della nostra Regione Dario Ceccarelli e con i colleghi del Governo regionale, si è scelto un approccio più vasto, utile per tutti. A condurre questo studio indipendente si è scelto per la sua competenza il professor Alessandro Rosina della "Cattolica" di Milano, demografo di grande esperienza e editorialista del "Sole - 24ore" e di "Repubblica", di cui avevo letto l'ultimo libro illuminante intitolato "Crisi demografica". Con la sua equipe ha elaborato uno studio incentrato sul periodo 2011-2021 con una proiezione al 2036: uno strumento utile (che si può scaricare cliccando qui) per pianificare moltissime azioni e per capire bene i rischi della denatalità in Valle d'Aosta, se non invertiremo la drammatica tendenza al drastico calo delle nascite, reso chiaro da un tasso di fecondità molto basso e che restasse tale ci porterebbe al collasso.

I cinema in crisi

L'ex 'Cinema Ideal' di VerrèsVicino a casa mia c'è un night. Dalle code di auto in divieto di sosta sulla strada nelle notti del finesettimana il locale dev'essere assai allettante per i frequentatori. Si tratta però di una sorta di sopravvivenza per soli uomini in un'epoca in cui certi locali sono ormai chiusi da tempo in seguito all'evoluzione dei tempi.
La stessa fine l'hanno fatta le discoteche rimaste ormai una rarità e non me ne spiego la ragione. Eppure un tempo erano locali cult e per la mia generazione era passaggio indispensabile di socialità e di educazione sentimentale. I gusti e i riti collettivi cambiano e bisogna rassegnarsi. Ci pensavo leggendo, ma anche constatandolo di persona, della crisi in corso delle sale cinematografiche. Ero convinto che nel post pandemia sarebbero ripartite ed invece non è così.

Le unghie non me le coloro…

Manicure da uomo...Mia mamma Brunilde amava le unghie lunghe e sempre ricoperte da lacca, preferibilmente rosso fuoco. Era un vezzo femminile, come molte altre caratteristiche femminili - tipo le labbra colorate, la depilazione, i buchi alle orecchie per gli orecchini, il trucco di vario genere - che furono tanti anni fa oggetto di un divertente libro dell'antropologo Desmond Morris intitolato "L'animale donna". Leggere per credere.
Ora viviamo in epoca "fluida", che per essere precisi sarebbe "sexual fluidity", fluidità sessuale: ovvero la tendenza degli under 25 a scegliere un partner del proprio o dell'altro sesso, senza limiti e senza tabù. De gustibus, come si suol dire e non vorrei apparire bacchettone, ma certa insistenza sul fenomeno - specie sugli adolescenti, ma spesso sui bambini - non credo che sortirà risultati esaltanti. Segnalo naturalmente come ognuno sia libero di fare quel che vuole, ma negli anni in cui si cresce ci vuole attenzione per il rischio di imporre e dunque di subire influenze inappropriate. Perciò bisogna essere informati con correttezza per fare le scelte giuste.

Il mix fra fatti e commenti

Ognuno vede il colore che preferisceSono così stupido da aver pensato per anni, prima che la politica mi offrisse una seconda identità (ed il "vestito" del politico ormai da tempo non è per nulla comodo), che il giornalista - mestiere che avevo scelto per passione - avesse il compito principale di dare le notizie. So bene che anche nel ricostruire la dinamica di un banale incidente stradale si può dare un taglio o un altro e dunque la neutralità dura e pura è un elemento astratto. Quando mi capitava di scegliere i titoli del telegiornale, già solo la sequenza proposta soggettivamente, ancora prima dell'argomento riassunto in pillole, era una decisione in qualche modo arbitraria.
Diverso è l'andazzo crescente, non ritrovabile in altri Paesi dove il giornalismo si sforza di rimanere quel che era, ormai in voga in Italia e anche da noi in Valle d'Aosta. Sono molti a mischiare senza scrupoli notizie e giudizio personale senza distinzione fra le cose.

Povera cariatide…

La 'Cariatide' del 'Gruppo TNT''Ogni tanto ne capitano di belle e vale la pena di raccontarle. Sono siparietti nella vita che fanno bene allo spirito.
L'altra sera, in una discussione politica di quelle in cui in assemblea si sente di tutto un po', è intervenuto nella discussione il gressonaro Stefano ed ha apostrofato i due al tavolo (uno dei due ero io!), spiegando la necessità - che per altro condivido - di dare spazio ai giovani in politica: «Per esempio voi due siete due cariatidi!».
Io la prendo sul ridere, mentre chi ho vicino a me spiega di avere 46 anni e dunque di non essere proprio Matusalemme!
A me ha molto incuriosito la scelta del termine per quel velo di povere che porta su di se. Ho subito escluso che la parola - anche perché noi apostrofati siamo maschietti - fosse quel "cariàtide" del XVII secolo «statua di donna, usata in luogo di colonna o di pilastro».

Ancora pochi giorni

Studenti al Forte di Bard per la 'Giornata della Terra'E' stato commovente, l'altro giorno, al Forte di Bard vedere in una tensostruttura nella Piazza d'armi cinquecento bambini con i propri insegnanti per festeggiare la "Giornata della Terra". Eravamo ancora tutti "mascherati", come da protocollo sanitario, ma era la prima manifestazione dalla portata così corale con tante persone sedute nello stesso posto.
Dal 1° maggio ci sarà un'ulteriore caduta di quasi tutte le prescrizioni sanitarie. Un punto e a capo importante per tutto noi, dopo un periodo davvero molto lungo di obblighi, spesso difficili da digerire, che avevano limitato nel tempo molte nostre libertà.
Mi era capitato più volte di scrivere qui dei limiti seri di legittimità negli strumenti adoperati durante lo "stato di eccezione", che avevano irregimentato la nostra vita. La scelta fortemente centralistica hanno impedito troppo spesso di poter graduare le misure di contenimento in una logica di "modus in rebus".

Esopo ricorda

La rana e lo scorpione...Non è mai facile nella vita e nelle molte circostanze in cui incappiamo scegliere la cosa giusta.
Cosa fare in certi momenti? Seguire la razionalità o l'istinto, farsi consigliare o assumere in toto la decisione, temporeggiare o fare subito?
Ci possono soccorrere le buone letture, le nostre speranze, persino le ambizioni e, certo, le esperienze nostre e di altri che ci possono consigliare. Ma poi esiste una parte di imponderabile, cui si somma la fortuna o quel che si chiama "destino".
Fa sempre pensare la favola di Esopo: "Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: «Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda»" La rana gli rispose: «Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!»".

Macron!

Emmanuel Macron dopo la sua riconferma all'EliseoE' stata per me una domenica nervosa, sbirciando a partire da una certa ora il sito del quotidiano "Le Soir" ed altre testate belghe e pure svizzere che fornivano informazioni sull'esito delle presidenziali francesi sotto la definizione scherzosa di "Radio Londres". Nel senso che in Belgio e in Svizzera, come faceva la radio inglese per i territori occupati dai nazisti, si potevano diffondere dati in anteprima sull'esito delle elezioni francesi, quanto in Francia non era consentito ad urne aperte.
L'arrivo di alcuni dati ufficiali dei Territoires d'Outremer - con la Le Pen in testa - mi aveva messo ansia. Persone addentro alla politica francese non nascondevano di persona qualche timore per un eventuale colpo di scena al secondo turno.
Per fortuna ciò non è avvenuto e probabilmente la saga dei Le Pen, padre e figlia, si chiude qui per l'Eliseo. Vedremo.

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