blog di luciano

Giri di giostra ed astensionismo

Giostra...Mi è sempre piaciuto commentare le elezioni, perché in democrazia le urne sono pietre miliari lungo il cammino delle Istituzioni elettive, di cui per fortuna non si può fare a meno contro i diavoli dell'autoritarismo.
Se guardiamo alla Francia con le elezioni legislative e all'Italia con le amministrative questa illusione positivista casca a pezzi e passa anche la voglia di astrologare sui risultati. Questo avviene per il progressivo abbandono del voto come "espressione civica" e cioè quello che un tempo si riteneva - e forse non era così sbagliato- fosse un diritto-dovere.
Colpa della politica poco credibile, della crisi dei partiti pressoché decotti, di sistemi istituzionali ormai polverosi, di leggi elettorali inefficaci. Un cocktail esplosivo che deve fare riflettere e, facendo un misto fra tanti politologi che si sono esercitati al capezzale della democrazia malata, si va fortissimo nell'esame delle diverse e perniciose patologie, ma sulla cura le ricette sono molto varie e chissà se davvero efficaci.

35 anni fa...

Io con César Dujany durante i festeggiamenti nel giugno 1987Fa impressione scriverlo: 35 anni fa come oggi partecipai per la prima volta in vita mia ad una competizione elettorale per la X Legislatura repubblicana per la quale si votò appunto il 14 giugno.
Quanto tempo è trascorso e tocca il cuore che - particolare curioso - mio papà all'epoca avesse esattamente la mia età di oggi. Io di anni ne avevo allora 28 ed ero stato scaraventato dalle circostanze della vita in una candidatura del tutto inaspettata.
Ne ricordo brevemente le circostanze. All'epoca ero giornalista alla "Rai" della Valle d'Aosta, dov'ero entrano nel 1980, dopo una prima esperienza in una televisione privata. Ero, in quel periodo pionieristico per la televisione pubblica (mentre "La Voix de la Vallée" era un appuntamento già di lunga data), un "mezzobusto", cioè lettore del telegiornale ed anche intraprendente cronista tutto fare. Pur venendo da una tradizione politica di famiglia, espressa in Valle dal grande Séverin Caveri, il più importante uomo politico valdostano del dopoguerra e per decenni, non coltivavo nessuna ambizione politica.

Diritti e doveri

L'affollamento alla stazione ferroviaria di Peschiera del GardaL'intolleranza verso gli immigrati è un segno di inciviltà. Ma non lo è neppure certo buonismo verso fenomeni gravi che si registrano in modo crescente e che dimostrano come il modello d'integrazione non funzioni. Per anni abbiamo preso di mezzo i francesi per la violenza senza controllo nelle loro banlieu, talvolta sfociata in fenomeni di islamismo radicale e ora si scopre che un certo numero di "seconda generazione" nati in Italia si raccolgono in bande - e non solo nelle grandi città - con azioni che devono preoccupare.
Non sapevo bene come scriverne, in presenza di episodi allarmanti anche in Valle d'Aosta, perché c'è sempre il rischio di essere equivocati e trovarsi bollati come xenofobi o razzisti dai censori del "politicamente corretto". Invece, è proprio mettere la testa sotto la sabbia o rifarsi a dichiarazioni generiche alla "love and peace" che consente, a chi lo vuole fare, di generalizzare in maniera distorta e di sfruttare paure e indignazione.

Solo auto elettriche?

Auto in ricarica ad AostaIl Parlamento Europeo in seduta plenaria ha approvato il pacchetto "Fit For 55", che tra le varie misure prevede lo stop alla vendita di veicoli a combustione (quindi quelli a benzina ed a diesel) dal 2035.
Si tratta ovviamente di una fantasia, che dimostra un atteggiamento demagogico verso l'elettrico, che sembra non tenere conto di certe implicazioni logiche. E nello scriverlo non si discute la bontà di una rivoluzione necessaria per varie ragioni, ma la realtà è più complessa.
Basta leggere l'intervista di Raphaël Zanotti al sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, già vice rettore del Politecnico di Torino, che tra l'altro proprio a Verrès sta sperimentando un nuovo motore elettrico.
Con grande garbo ma senza populismo osserva: «Rilevo alcune criticità. Penso che sulla scelta di passare tutti al motore elettrico delle auto dal 2035 sia necessario un approfondimento».

Europa a due velocità

Goffredo BucciniCapita in certe occasioni politiche di riflettere sull'estrema piccolezza demografica e geografica della nostra Valle d'Aosta e valutare, senza complesso alcuno, di come la taglia esigua non debba essere un disvalore, ma semmai uno stimolo.
Perché se così non fosse allora vorrebbe dire rassegnarsi alla logica del "macro", nel nostro caso vorrebbe dire - come già avvenuto in certi momenti storici - diventare appendice di Torino. Quanto già avviene per buona parte delle vallate alpine a noi vicine annegate nell'area metropolitana torinese all'interno della quale contano meno che niente.
Ci pensavo, guardando al dibattito sulle prossime tappe dell'integrazione europea, che ci deve interessare, malgrado il confronto che può far tremare i polsi fra la nostra piccolezza e la dimensione continentale in progressiva espansione, eccezion fatta per l'addio improvviso del Regno Unito, che se ne pentirà.

Rimpiangere la noia

Pamela PaulOgni volta che finisce la scuola penso alle vacanze del tempo che fu. Che meraviglia quella tabula rasa per gli studenti da giugno al 1° ottobre. Peccato che all'epoca ci fosse in noi su questo unicum nella vita una beata inconsapevolezza.
Ci pensavo, leggendo in un misto fra divertimento e preoccupazione un libro "100 cose che abbiamo perso per colpa di Internet" di Pamela Paul.
Il primo dei cento è la noia. Parola - "noia" - che di primo acchito mi evoca un libro letto da ragazzo. All'epoca bisognava leggere i libri di Alberto Moravia, per me assolutamente sopravvalutato, e uno dei suoi best-seller fu proprio "La noia" con frasi del genere: «Per me, invece, la noia non è il contrario del divertimento; potrei dire, anzi, addirittura, che per certi aspetti essa rassomiglia al divertimento in quanto, appunto, provoca distrazione e dimenticanza, sia pure di un genere molto particolare. La noia, per me, è propriamente una specie di insufficienza o inadeguatezza o scarsità della realtà». Che noia...

«Non trovo personale!»

Cercasi personale ad AostaIl "tam tam" fa impressione ed obbliga a porsi degli interrogativi su di un'evoluzione sociale come fenomeno sociologico vero e proprio.
Vai al bar o il ristorante e ti dicono «non trovo personale». Lo stesso vale per il mondo dell'agricoltura con minaccia di arresto di attività, come la monticazione in alpeggio. Parli con industriali ed artigiani e sono all'unisono a lamentarsi della mancanza di giovani che si avvicinino ai settori. Persino i concorsi pubblici, un tempo in Valle d'Aosta partecipatissimi, oggi vedono scarse presenze e sono parecchi quelli che dopo aver vinto non accettano l'assunzione.
Capita, infatti, nel pubblico e nel privato, che i datori di lavoro si trovino di fronte a possibili dipendenti che non solo chiedono particolari minuti sul contratto e ci starebbe pure, se non fosse che il confronto diventa assillante su lavoro nel fine settimana, la sera e sulle vacanze.

L'ultimo giorno di scuola

Nuccio Ordine«Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale».(Piero Calamandrei)
Finiscono le scuole e credo che ci siano occasioni in cui, al posto di fare un saluto iniziale dell'anno scolastico, vale quasi più la pena - prima dell'agognato «liberi tutti» dei nostri studenti - di parlare a conclusione di questo periodo così difficile.
La pandemia ha ancora pesato, certo meno che nel periodo più grave del covid-19, ma gli strascichi ci sono stati. L'aspetto più allarmante è stato il peso psicologico su studiosi e docenti e anche certi faticosi batti e ribattiti con il mondo dei "no-vax" che mi auguro si esauriscano.

Tempo pazzo

Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto a Saint-Vincent allagata dopo il temporale di domenica pomeriggioChissà se ormai anche gli scettici cominceranno a guardare ai segnali sempre più chiari dei cambiamenti climatici in atto, che pure hanno ancora oggi un'impronta spesso più meteorologica che altro.
Un'emergenza comunque già presente e in peggioramento da affrontare in futuro con razionalità e senza catastrofismo. Ma ormai risulta insopportabile, ancor più di chi drammatizza eccessivamente, la pletora di negazionisti, che se la cavano con l'evidente banalità che prima e pure dopo l'avvento dell'uomo il clima è cambiato in modo clamoroso da un'era all'altra.
Appare invece evidente di come la novità sia che ai tempi lunghi si sia sostituita la rapidità degli eventi, che ci sta cambiando la terra sotto i piedi e ce ne accorgiamo benissimo. Di sicuro ci sono stati nei secoli passati - ragiono su questa scala perché abbiamo i rilevamenti scientifici - inverni senza neve, periodi siccitosi, ghiacciai in discesa e in ritiro, temperature bizzarre per le stagioni e altro ancora. Questa volta assistiamo a concentrati che fanno impressione.

Un romanzo che… tuona

Il libro di Valeria TronAvevo conosciuto Valeria Tron, cantautrice affabulatrice dell'alta Val Germanasca, nel mio lavoro radiofonico alla "Rai" della Valle d'Aosta. Il suo patois occitano ed il suo francese erano e sono il segno evidente del particolarismo della sua terra. La sua battaglia a difesa delle lingue e della cultura alpina di una vallata in territorio valdese - non a caso amministrativamente dipendente dall'area metropolitana di Torino in logica colonialistica! - aveva suscitato tutta la mia ammirazione.
Ho provato subito una naturale empatia per questa montanara sensibile e risoluta, avendo da parte mia sempre lavorato in politica a difesa delle minoranze linguistiche e non solo quelle delle Alpi. L'ho sentita vicina per questo suo saper raccontare le nostre montagne e le sue genti, abituate a vivere laddove i confini sono sempre stati ballerini sino ad essere rigidamente imbrigliati nella logica di separazione degli Stati nazionali. Ne scrissero con efficacia valdostani e valdesi nella "Dichiarazione di Chivasso" del 1943 con quel pensiero federalista che riluce ancora oggi.

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