blog di luciano

Gressani intervista Prodi

Gilles GressaniCredo che vada seguita con attenzione l'attività di studio e di ricerca di un giovane valdostano che si trova a Parigi, Gilles Gressani, la cui figura - alta e felpata, così come il suo argomentare e la sua gestualità - richiama davvero quella di un intellettuale sul chi vive con qualche tocco da dandy. Ma le sue caratteristiche, per chi ne segua l'attività, sono una grande curiosità ed un febbrile succedersi di interessi.
Se il suo lavoro è multiforme e passa attraverso quella materia ricca di spunti, lo si deve anche alla sua materia d'elezione, la "geopolitica", talmente ramificata da affrontare, sotto diversi profili, aspetti molto vari attraverso tutti i continenti. E proprio sul sito legrandcontinent.eu si può, guardando i contenuti, avere contezza della vastità degli impegni culturale del gruppo di cui Gressani è motore importante.
Si rinviene anche una recente intervista a Romano Prodi, politico italiano con cui ho avuto una grande familiarità a Roma e in Europa e che conobbi, da giovane giornalista, all'epoca in cui ci fu la privatizzazione dell'azienda siderurgica "Cogne".

Ci sarà un pasticcio sull'ora in Europa?

L'orologio di GreenwichSe vi dico "1916" verrà in mente qualche fatto rilevante: siamo nel pieno della Prima Guerra mondiale oppure i più colti ricorderanno che in quell'anno venne pubblicato il lavoro di Albert Einstein noto come "Teoria generale della relatività", mentre - notizia curiosa - in Messico Pancho Villa combatteva contro gli Stati Uniti.
Molto più modestamente c'è una data, fissata alla Mezzanotte del 4 Giugno 1916, quando l'ora estiva, nota come "ora legale" nel confronto con quella "solare", venne introdotta per la prima volta in Italia, allungando le nostre giornate estive. Da allora fino al 2012 l'ora legale in Italia venne stabilita anno per anno in base al regolamento UE, ma con la Legge 4 Giugno 2010 n. 96, all'articolo 22, venne recepita la Direttiva Europea 2000/84/CE che stabilì per tutti i Paesi appartenenti all'Unione Europea date e orari comuni per l'inizio e la fine dell'orario estivo ovvero l'ultima domenica di marzo alle ore 1:00 UTC (2:00 ora solare italiana) e l'ultima domenica di ottobre alle ore 1:00 UTC (3:00 ora legale italiana).

Nella politica valdostana ci vorrebbe la "parresía"

Affettando salame...In linea di principio l'impressione è che la dispersione in mille rivoli del mondo politico in Valle d'Aosta resti una costante e non si arresti. Dal dopo "Tangentopoli", quando la vecchia partitocrazia si dissolse, questa è stato un destino per i partiti nazionali in Italia e ciò è avvenuto anche da noi. In Valle d'Aosta si è aggiunta la logica che ha portato a "saucissoner" (tagliare a fette come si fa coi salami) la corazzata che fu l'Union Valdôtaine, cui si sono aggiunte schegge in area autonomista di altra provenienza con logiche di autocerticazione «io sono autonomista!».
Mi pare, con franchezza che sul secondo punto - diaspora unionista - sia mancata una riflessione collettiva sulle ragioni a confronto di chi se ne andò e di chi restò, che sarebbe stata molto più salutare di qualunque appello sentimentale all'embrassons-nous con vista sul Consiglio regionale...

Responsabilità, fiducia e... registro elettronico

Un esempio di registro elettronicoMi accingo a scrivere qualcosa che non farà l'unanimità.
Per altro, in attesa di riaprire le discussioni sul blog, capita  - essendoci la mia mail sempre qui - che qualcuno mi scriva in privato per commentare quanto scrivo. Non penso di avere sempre ragione, spesso trovo punti di vista che mi fanno riflettere, altre volte mi limito a confutare idee che non condivido. E' giusto che se uno si espone, scrivendo in pubblico, accetti complimenti ma anche il dissenso. Ma eccomi al pensiero di oggi, che appunto spero non risulti troppo bislacco.
Mi domando ogni tanto - padre di tre figli - quale debba essere lo spazio di autonomia loro riservato e quando e sin dove un genitore debba intervenire senza esagerare. Certo, con i due figli grandi, ormai ventenni, il rapporto è alla pari, benché non siano autonomi economicamente. Ma, al di là del fatto che siano ormai maggiorenni, entrambi sono con la testa sul collo e ci si può fidare.

I valdostani esistono!

Una 'Bataille' in quotaQuest'estate, in una sagra popolare, mia moglie va in bagno. Nell'attesa, davanti alla toilette, socializza con una signora che le spiega di essere venuta in Valle d'Aosta a lavorare, perché trasferita dalla sua azienda. Le spiega, convinta, che «i valdostani non esistono più!».
Seduti a sorseggiare una birra con amici, commentiamo ridendo l'affermazione perentoria, oltretutto immersi com'eravamo in un paesino alpino con prodotti tipici, gruppi folkloristici e - attorno a noi - un nugolo di altri segnali di una "valdostanità" ben presente. Chissà che cosa di diverso vedeva quella persona e quale idea culturale ed antropologica si fosse fatta dei valdostani.
Ci riflettevo su questa identità valdostana, che ha caratteristiche plurime e per fortuna dinamiche, perché tutto cambia nel tempo e se ci sono radici e caratteristiche persistenti sono sempre inquadrabili in un continuo movimento. Ridicolo pensare ad un idealtipo di valdostano standard che sarebbe solo una macchietta, mentre esistono - per ogni epoca - caratteristiche culturali di una comunità che non vive congelata in un freezer.

Col de Joux: storia locale ma significativa

Sci al Col de JouxStoria locale ma significativa e come tale meritevole di essere evocata, sapendo bene che ci sono temi ben più vasti, ma spesso il piccolo diventa esemplare.
C'è un sindaco, Mario Borgio, primo cittadino di Saint-Vincent, che ha deciso - cambiando idea rispetto al suo stesso passato - di chiudere gli impianti di risalita del Col de Joux. Lo sostiene da qualche tempo ed ha profittato per svoltare nel senso voluto del momento in cui la sola seggiovia del comprensorio doveva essere sottoposta alla periodica revisione tecnica.
In un'assemblea pubblica, iniziata con un lungo spiegone sul cambiamento climatico di un membro della sua maggioranza come ragione a fondamento della fine del domaine skiable, aveva annunciato questa chiusura drastica e poi, a fronte di un pubblico ostile, aveva proposto momenti di confronto e scelte condivise sul futuro del Colle.

Le miserie del (falso) «Tiremm innanz!»

La fucilazione di Amatore SciesaMi sono occupato per molti anni, soprattutto nel mio lavoro di parlamentare ma anche in altre occasioni, del dovere che dovrebbe essere l'attività principale di chi faccia parte di un'Assemblea legislativa, vale a dire proporre leggi e lavorare sui provvedimenti in discussione.
Altri pensano di essere poliziotti o giudici votati solo per esercitare delle funzioni ispettive e quando il troppo stroppia, nel loro abuso si stravolge la logica parlamentarista.
Ho scoperto la forza della legge e l'importanza di una buona scrittura, trovandomi alla Camera da giovane, un'attività interessante, che ho affrontato in modo giudizioso, anche per la scelta fortunata di finire a Montecitorio in quella prima Commissione, "Affari Costituzionali", dove tutto passa per il vaglio di costituzionalità.

Associazionismo ed i due volti del volontariato

Volontari...Ho cominciato nelle scorse ore un viaggio - difatti la serie radiofonica si chiama "Voyage" - attraverso l'associazionismo valdostano con riferimento a quel mondo multiforme rappresentato dal volontariato.
Chi mi conosce sa che ho nella mia testa una qualche distinzione in merito, pensando al caso francese, che è grossomodo così ripreso da un sito specializzato: "Le bénévolat est un engagement libre, sans condition d'âge ni de diplôme. Vous n'avez pas de contrat de travail, mais vous devez respecter le règlement de votre organisme d'accueil, les statuts de l'association ainsi que les règles de sécurité. Vous êtes soumis à un engagement moral selon lequel vous devez dégager du temps, de la disponibilité pour contribuer à la réalisation d'objectifs de l'association. En revanche, rien ne peut vous être imposé et vous ne pouvez pas être sanctionné par l'association pour laquelle vous vous êtes engagé. Vous êtes libre de mettre un terme à votre participation sans procédure ni dédommagement".

Catalogna: ultima chiamata per la comunità internazionale

Alfred BoschMentre la Spagna picchia duro - in senso fisico su chi protesta in Catalogna - con minacce che si fanno sempre più grandi in un clima di vendetta incattivita, Alfred Bosch, ministro dell'azione estera del Governo della Catalogna ha scritto ieri a "La Stampa". Un testo di chi, reduce dalle notizie delle condanne feroci della Giustizia spagnola e dei moti di piazza di protesta dei catalani, si dimostra impietrito dalla sentenza, ma prova ancora un ultimo appello ad una comunità internazionale - che siano gli Stati, l'Unione europea, le Nazioni Unite - che, tranne rari casi, tace da anni e lo ha fatto anche dopo la batosta del Tribunale di Madrid. Sui diritti teorici dei popoli come quello Catalano (come avviene anche per i Curdi) tutti si sciacquano la bocca, poi - quando c'è bisogno davvero di concretezza e non di retorica - cala un silenzio gelante e indicativo di principi di libertà usati come stendardi ma non praticati.

Catalogna e Tirolo del Sud

Un cartello con la doppia indicazione 'SüdTirol - Alto Adige'Giornata nera quella di ieri per le libertà politiche in Europa. Tanto tuonò che piovve con le pesanti condanne inflitte agli indipendentisti catalani in spregio ad ogni logica democratica da parte di una Magistratura eterodiretta da Madrid, che già aveva costretto gli imputati ad una lunga detenzione prima del processo.
Butta male questa storia, che colpisce al cuore un popolo, quello catalano, che con lo strumento democratico del referendum aveva scelto la strada dell'autodeterminazione, un principio cardine del diritto internazionale, che sembra valere - per i giuristi che "tengono" per gli Stati nazionali così come concepiti - valido nei Paesi del Terzo mondo ma non nel Vecchio Continente.

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