blog di luciano

L'Antropologia e le mascherine

Elisabetta Dall'ÒColpisce sempre quando "cervelli" della Valle d'Aosta non solo scavano nella realtà valdostana, ma dimostrano poi doti e capacità che consentono loro di svettare nelle loro professioni. Preciso che sono da sempre attratto, non solo per esami universitari dati ma per un mio interesse personale, dal vasto mondo di quella materia poliforme che è l'Antropologia.
Ecco perché ho avuto una piacevole sorpresa nello scoprire dell'interessante attività di Elisabetta Dall'Ò, trovata per caso grazie ad un amico e lamento una mia colpevole distrazione per non essermene accorto prima.
Ho trovato una minibiografia folgorante sul Web: «"Elisabetta Dall'Ò, Ph.D in Cultural and social anthropology, è una giovane antropologa culturale formatasi tra Milano (Bicocca) e Parigi (Sciences-Po). Si occupa di ambiente, sostenibilità, novel food, Antropocene, e climate change. In una parola: di "futuro"».

Silvia-Aisha e la sua terribile vicenda

Silvia Romano dopo il suo ritorno in ItaliaSono contento che ci siano molte persone che sul caso di Silvia Romano abbiano le idee chiare e certezze granitiche e ciò avviene spesso più per contrapposte ragioni ideologiche, piuttosto che per un esame freddo e calcolato degli eventi che hanno portato la giovane rapita da estremisti islamici ad essere liberata con il pagamento di un riscatto. Pagamento che, scelta umanitaria comprensibile, non è seguita in punta di diritto dagli altri Paesi occidentali per evitare che i propri cittadini vengano rapiti. La stessa linea, insomma, prevista dalla legislazione italiana per le vicende interne e che, con il blocco dei beni in caso di rapimento, ha stoppato il fenomeno in Italia: non rapisci nessuno, se nessuno ti paga per ottenere la restituzione della vittima.
Si può cominciare dall'inizio o dalla fine, con una premessa: la giovane che si è messa nei guai lo ha fatto con generosità e perché ha il cuore buono, inseguendo un suo sogno africano, ma ha peccato di improvvisazione e di ingenuità, perché la zona dove operava in Kenya era nota per essere infiltrata dagli islamisti.

Le mucche con la mascherina?

Il prototipo della mascherina per muccaDelle volte uno si crea delle convinzioni e poi basta leggere un articolo di giornale per scoprire che non è così. In soldoni: non vi è nulla di più placido e di più in comunione con la natura di una mandria di mucche al pascolo.
In primavera nella nostra piccola Valle d'Aosta ne vedi in tutti gli angoli ed iniettano una dose di buonumore. Poi, più ci si avvicina al cuore dell'estate, è più vedi questo nostro bestiame salire di quota e raggiungere quegli alpeggi dove l'aria si fa più sottile a due passi dal cielo e giusto sotto le vette alpine. L'apoteosi della purezza dell'aria!
Ma poi, da anni, si racconta una storia diversa. Strano ma vero: inquina di più allevare mucche che guidare automobili. Lo dice un rapporto della "Fao" (l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) e lo sostiene con la certezza dei numeri: il settore dell'allevamento di bestiame (bovini, maiali, pecore, piccoli ruminanti e volatili) produce più gas serra rispetto al sistema mondiale dei trasporti (il 18 per cento contro il 14 per cento), inserendosi tra i principali responsabili del riscaldamento globale del pianeta.

La sconfitta della poliomielite

Il dottor Jonas Salk mentre vaccina una bimbaOcchio agli antivaccinisti. Chi pensa che il "covid-19" li abbia convinti sbaglia e quando arriverà l'atteso vaccino contro il "coronavirus" risolleveranno la testa per la semplice ragione che sono una setta e come tale si comportano. Ragionare - ci ho provato con alcuni di loro - non serve: loro, a differenza mia, conoscono la verità e sono depositari di studi, dossier, rivelazioni avvolte da segreti nascosti e verità misteriose.
Inutile perciò perdere tempo e bisogna far valere la forza del Diritto ed è quanto in Italia si è stentato a fare per la presenza, specie fra i "pentastellati", di sfegatati avversari dei vaccini e in fondo i "noVax" sono elettori ed anche in Valle d'Aosta c'è chi per raccattare voti mette assieme senza scrupoli il diavolo e l'acqua santa.
Ci pensavo, leggendo un magistrale articolo di Maurizio Crippa su "Il Foglio quotidiano", che mi ha fatto tornare bambino, quando i miei genitori cercavano di fare di tutto, affinché mio fratello ed io non ci ammalassimo di malattie terribili, oggi sradicate grazie ai vaccini.

Correre non più come un criceto

Un criceto... fermoLa ripresa dell'attività sportiva individuale, specie la corsa o corretta, è stata inspiegabilmente ritardata in una Valle d'Aosta, dove certo non mancano spazi poco frequentati (non uso "wilderness", perché esclude i montanari) e pure facilmente individuabili dai Comuni che conoscono bene i loro territori (ah! la sussidiarietà!).
E pensare che questa attività resta un caposaldo della vita normale ed anche della lotta al "coronavirus". Per stare in salute lo sport amatoriale è importante e resterà per sempre nella mia memoria l'esperienza singolare di queste settimane, costretto a correre attorno a casa senza sgarrare all'esterno della cinta. come se fossi un criceto nella ruota dentro la sua gabbietta. Immagine davvero agghiacciante, ma così era con buona pace dei Paesi che conosco, tipo Francia o Belgio, dove soluzioni per fare jogging erano state trovate per la consapevolezza dei benefici derivanti.

La Scuola è la Scuola

Una lezione 'a distanza' in corsoCi sono tante cose che mi intristiscono di questo "coronavirus". L'elenco puntuale sarebbe troppo lungo e talvolta mi sono trovato commosso a vedere certe immagini di sofferenza e di solidarietà.
Eppure, a ben pensarci, spicca in questa sorta di malinconia la Scuola, il luogo per eccellenza che segna la nostra stessa esistenza, visto che ci passiamo tanti anni e visto che quando invecchiamo abbiamo l'avventura di associare ogni passaggio scolastico ai nostri figli che crescono. Io ne ho due all'Università ed uno alle elementari e misuro con loro il tempo che passa e pure la speranza che la loro vita sia felice, sapendo come non basti più leggere, scrivere e far di conto. Anche se queste tre abilità sarebbe non male restassero in prima linea e non affogati in mille attività ultronee.

O la borsa o la vita

La minaccia trasformata in slogan«O la borsa o la vita»: è questa una vecchia espressione ottocentesca del bandito di strada che minaccia un viandante. Eppure, mai come oggi, questa espressione dimostra in maniera plastica e impressionistica la scelta che ci si trova a dover compiere di fronte a quel "bandito", che è il "coronavirus", che arriva sino ad uccidere per riprodursi.
Questa storia relativizza quella tracotanza di noi esseri umani che, negli ultimi secoli abbiamo fatto salti da gigante nella scienza e nella tecnologia, e ci troviamo d'improvviso sotto scacco, dovendo ripensare a molte cose. Naturalmente fa ridere i polli chi considera che questa sia una sorta di punizione divina o una specie di ammonimento della Natura contro il nostro strapotere sul Pianeta. Senza l'attuale livello di sviluppo e di conoscenze il "covid-19" avrebbe fatto una strage di centinaia di milioni di persone e invece l'impatto è enormemente diverso da quanto sarebbe avvenuto solo cinquant'anni fa.

La democrazia pencolante

La bandiera italiana in una finestra ad AostaI destini della democrazia credo che siano un tema altrettanto importante dell'epidemia, nel senso che il "coronavirus" e la sua incidenza sugli aspetti economici e sociali impattano necessariamente sul funzionamento e la credibilità delle Istituzioni.
In un mondo occidentale spaventato e distratto, tutto ciò sembra a molti una fisima specialistica e invece meglio non perdere di vista il fatto che l'eccezionalità degli eventi e la straordinarietà delle risposte necessarie ricadono non poco su meccanismi di funzionamento della democrazia, che se distorti o inceppati violeranno elementari principi di libertà.
Ci pensavo leggendo un articolo su "Leoni blog", dove si raccolgono idee a confronto, espressione dell'"Istituto Bruno Leoni", centro di ricerca italiano, Intitolato al giurista e filosofo del diritto Bruno Leoni, il cui scopo è promuovere le idee liberali in Italia e in Europa.

Pensieri sbilenchi

Gente a passeggio nel centro di Aosta dopo la fine della 'fase 1'Propongo pensieri in apparenza sbilenchi, ma funziona così anche un puzzle con pezzi che paiono non combaciare, ma alla fine finiscono per farlo.
Ho smesso i tre giorni alla settimana dedicati allo "smart working". Torno a fare il mio mestiere sul posto di lavoro. Bilancio? Si può fare con giudizio e per chi crede al lavoro più per risultati che per impegno orario - un faro nella società del domani! - l'esito è interessante e ringrazio di avere la "fibra", per puro caso, a due passi. La connettività è infatti l'indispensabile premessa all'utilizzo delle tecnologie digitali, che rendono possibile una miriade di attività e di contatti.
Ho sempre creduto al "Telelavoro", prima che diventasse "agile" e quando ero presidente della Regione sognavo di svuotare gli uffici e ripopolare, sempre con discernimento, i paesi della Valle più vuoti con persone che lavorassero da casa o in uffici nei Municipi che fossero a disposizione di tutto il settore pubblico.

Volontà per la Scuola

La Ministra Lucia AzzolinaHo deciso di aderire al Comitato, nato in Emilia-Romagna, #lascuolaascuola, che si è costituito - cito le ragioni cardine - "con l'obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni nazionali e locali sui temi educativi e promuovere una mobilitazione nazionale che metta al centro dell'agenda del nostro Paese la riapertura delle scuole e dei servizi educativi. Occorre investire sulla scuola programmando un Piano a lungo termine, che consenta lo svolgimento dell'attività educativa in condizioni di sicurezza".
Ne fanno parte scienziati, medici, insegnanti, psicologi, genitori, che sono insieme per la riapertura delle scuole in sicurezza.
I promotori segnalano come, mentre parte la famosa "fase 2", nessun Piano di riapertura è stato reso pubblico dalla ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, cui piace - permettetemi di annotare - farsi intervistare con annunci roboanti e mai discussi neppure in ambito governativo. Basta leggere il suo curriculum per verificarne la pochezza in un ruolo così importante.

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