blog di luciano

Le "mie" chiese

Il cantiere a Notre-Dame de ParisSono stato a Parigi e non ho avuto il coraggio di andare a vedere il cantiere di Notre-Dame. Troppi ricordi mi legano alla Cattedrale. Quello più intenso è una celebrazione del Venerdì Santo in una chiesa buia con un atmosfera mistica di rara intensità.
Ci pensavo in queste ore e mi sono venute in mente le "mie" chiese. Nella mia infanzia troneggia la Collegiata di Saint-Gilles di Verrès. Non era solo una chiesa ma una comunità per noi bambini, fatta dal passaggio dalla cresima alla comunione, transitando dal catechismo al ruolo di chierichetto, ma anche dai giochi in oratorio con inevitabile campetto di calcio sotto il campanile. I canonici lateranensi che si occupano della Prevostura sono un'eccezione in Valle d'Aosta e sono eredi della prepositura autonoma di Verrès con le sue dipendenze di Fénis e Challand, che si unì nel 1911 alla Provincia italiana, perdendo la propria autonomia e l'importanza millenaria.

La lunga storia della Cogne

Un'immagine storica dello stabilimento 'Cogne'Anche io, come altri, ho saputo dell'arrivo dei taiwanesi alla "Cogne" di Aosta, acquisendone il controllo, da un "Whatsapp" inviatomi dall'azienda con il comunicato stampa. Nessuna avvisaglia e neppure anticipazioni di questo fulmine a ciel sereno. Elementi rassicuranti sono venuti successivamente da Eugenio Marzorati, che dopo il papà Giuseppe e il fratello Roberto, era da qualche tempo diventato, come amministratore delegato, il riferimento per la Regione e dalla direttrice valdostana, Monica Pirovano, che conosco dai tempi della "Sadea" di Verrès. A firma definitiva dell'accordo si saprà di più nei particolari, ma l'impostazione è più o meno la seguente nella loro rappresentazione: nessuna delocalizzazione, l'azienda crescerà dentro un gruppo leader che voleva uno stabilimento di qualità negli acciai speciali per fabbricare e esportare laddove non riesce a farlo partendo dall'Asia per le complesse logiche di mercato della siderurgia, fatte anche di restrizioni e di quote.

Le grandi questioni

Sabino CasseseSeguo con crescente apprensione e compartecipo con qualche costernazione alla lunga via crucis che dovrebbe portare ad una maggioranza solida che consenta di arrivare in Valle d'Aosta sino alla fine della Legislatura. Qualunque scelta si faccia - anche se alla fine le strade sono due - lacerano quel che resta dei partiti e la ricerca di una linea comunque sembra in certi passaggi impossibile e crea fratture che non saranno ricomponibili in fretta.
Eppure non esiste in una democrazia alternativa ai partiti o come li si voglia chiamare. La Costituzione italiana afferma all'articolo 49 "il diritto dei cittadini "ad associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica". I partiti sono, quindi, libere associazioni utilizzate dai cittadini come strumento di esercizio della sovranità popolare. Bene ricordare che formule diverse non ce ne sono, compresi gli uomini "della Provvidenza", che è altra cosa dai leader.

Il succedersi delle generazioni

Gli studenti valdostani al 'Palais Saint Vincent'Che bello l'altro giorno al "Palais Saint-Vincent" - struttura preziosa da modernizzare in fretta, perché ospita 1.200 persone sedute - vedere frotte di bambini e ragazzi lavorare attorno a progetti collettivi e interdisciplinari di robotica. Occasione per mettere a punto ingegno e fantasia con oggetti fisici e non solo con l'incombente e remoto mondo digitale.
Sono queste e non altre le occasioni in cui maledici il fatto di invecchiare e provi una sana invidia per il futuro che hanno davanti, mista però ad una preoccupazione legittima per quello che sarà il loro avvenire per le molte nuvole scure che si stanno addensando in questi tempi.
Spetta a noi adulti dipanare la matassa e non riempirli di ansie e angosce su quanto noi siamo stati fortunati nel passato, che è un classico del repertorio di chi passa il tempo a rimpiangere il tempo che fu e a dipingerlo solo a tinte rosa per i più giovani.

La politica in ombra

La locandina del convegno della 'Fondazione Courmayeur' sul cambiamento climaticoHo trovato singolare che la "Fondazione Courmayeur" - nata tanti anni fa per cementare un'alleanza fra turisti-villeggianti illustri e noi valdostani - abbia organizzato un grande convegno sul cambiamento climatico (se ho ben capito finanziato anche da "CVA"), dimenticandosi di fatto i politici.
Una linea perseguita ormai da anni nei loro incontri, scegliendo un approccio - come dire? - "scientifico", che immagino derivi da una scelta di neutralità della Fondazione nei confronti della politica. Spero che l'indirizzo prescelto non rimarchi una scarsa considerazione da parte di chi decide gli ospiti, evitando di avere rappresentanti della classe politica valdostana, che parrebbe essere considerata buona per pronunciare nulla più di un breve indirizzo di saluto e non certo per esprimersi nel vivo delle cose, malgrado le responsabilità che gravano.

L'idroelettrico nel mirino

L'ingresso della sede di 'CVA' a ChâtillonUna premessa purtroppo noiosa, è indispensabile e sia chiaro come questo possa riguardare in parte anche il futuro di "CVA", società idroelettrica pubblica della nostra Valle, se non prevarrà un quadro giuridico originale.
La legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021 è stata votata ieri sera al Senato e lo sarà a breve dalla Camera. Il testo contiene l'articolo 7 che prevede una parziale modifica dell'articolo 12 del Decreto legislativo 79/1999 in materia di concessioni di grande derivazione idroelettrica "al fine di assicurare la tempestiva adozione delle gare ed evitare ingiustificati vantaggi competitivi in favore del concessionario uscente", sulla base di uno specifico obiettivo del "Pnrr", che prevedeva di "modificare la relativa disciplina al fine di favorire, secondo criteri omogenei, l'assegnazione trasparente e competitiva delle concessioni medesime, anche eliminando o riducendo le previsioni di proroga o di rinnovo automatico, soprattutto nelle prospettiva di stimolare nuovi investimenti", nonostante in data 23 settembre 2021 sia intervenuta l'archiviazione da parte della Commissione Europea della procedura d'infrazione sullo specifico argomento sbandierata dai liberisti duri e puri.

Elogio dei muli

Un modellino di Alpini col muloFa impressione per chi abbia visitato quand'era funzionante la grande caserma "Testa Fochi" al centro di Aosta la comparazione con la nuova e svettante sede dell'Università. Nel tempo con la ristrutturazione delle caserme "Beltricco" e "Giordana" avremo un campus completato, anche se ci vorrà tempo ed ingenti risorse da reperire.
L'altro giorno, durante un sopralluogo, ho chiesto notizie delle "salmerie": la zona dove vivevano i muli, ormai rasa al suolo e vi sorge un piazzale per le auto. Per essere precisi nel 1993 l'esercito italiano decise di eliminare i reparti salmerie: gli ultimi muli in forza vennero messi all'asta nel settembre di quell'anno. Era infatti venuto meno lo scopo per il quale questi quadrupedi da soma, dall'età dai cinque anni fino ai diciotto, venivano presi in forza nei reparti alpini come principale mezzo di trasporto.

Il senso di responsabilità

Il sottoscritto durante la 'Festa dell'Europa' in piazza Deffeyes dello scorso 20 maggioMi diverte sempre molto la vulgata dei politici pigri e fancazzisti o, usando un francesismo di origine italiana, dediti al "farniente". Ogni tanto trovo vecchie agende cartacee di tanti anni fa che testimoniano - come avviene oggi con le ancora più performanti agende elettroniche - come per chi faccia seriamente il suo lavoro - e lo fanno tutti quelli che lo svolgono con dedizione e passione - non si perde neanche un minuto. Con l'aggravante per chi fa politica in ruoli apicali di passare di riunione in riunione e spesso da palo in frasca con necessità di documentarsi a fondo.
Il motore di tutto questo si chiama senso di responsabilità. L'ho sentito evocare più volte l'altro giorno in occasione di uno degli incontri di un bel progetto "Interreg Alcotra" che coinvolge le Regioni italiane e francesi a noi vicine. Si chiama, come acronimo che lo definisce, "P.R.I.M.O.", che starebbe per "Perseveranza, Riuscita, Inclusione, Motivazioni".

Retorica buona e cattiva

Megafono...Ci sono parole double-face, il cui significato cambia a seconda del contesto ed è bene esserne coscienti. E' sempre interessante come certe espressioni, come tante altre cose nella vita, siano chiare o scure nello stesso tempo. Viene in mente il Giano Bifronte, "Ianus Bifrons", una delle più antiche divinità degli antichi latini e dei romani, venerata fin dagli albori della città di Roma. Raffigurato con due volti, uno speculare all'altro.
Prendiamo il termine "retorica" ed affondiamo nel passato con una prima definizione standard da dizionario: "L'eloquenza come disciplina del parlare o dello scrivere, fondamento di gran parte dell'educazione letteraria dall'antichità classica fino a un'età molto recente".
Rovesciamola nel significato più attuale e troviamo il negativo: "Atteggiamento dello scrivere o del parlare, o anche dell'agire, improntato a una vana e artificiosa ricerca dell'effetto con manifestazioni di ostentata adesione ai più banali luoghi comuni".

Il cimitero nel cuore

Ciriaco De Mita ai tempi della Democrazia CristianaDifficile scrivere della morte. Anche se, finché uno ne scrive, evidentemente l'incontro con il sonno eterno non è ancora avvenuto, per cui si può parlarne senza apprensioni e con un pizzico di scaramanzia.
Pensavo giorni fa come ognuno di noi abbia un proprio Pantheon o più prosaicamente una sorta di cimitero simile a quello poetico di di Spoon River.
Avete letto questo libro? E' una straordinaria e emozionante raccolta di poesie in forma di epitaffio scritta dall'avvocato e scrittore americano Edgar Lee Masters (1868-1950) e pubblicata dal maggio del 1914 al gennaio del 1915 sul "Reedy's Mirror", un giornale di Saint Louis, in Missouri. Ogni poesia, in verso libero, è la narrazione in prima persona di un abitante del paesino immaginario di Spoon River (il nome è quello di un fiume reale di Lewistown, in Illinois, dove viveva Masters) morto e sepolto nel cimitero sulla collina. Non avendo nulla da perdere, i protagonisti raccontano la propria storia e le proprie debolezze senza veli, lasciando emergere sentimenti, passioni, vizi e virtù, rimpianti e miserie.

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