blog di luciano

Esopo ricorda

La rana e lo scorpione...Non è mai facile nella vita e nelle molte circostanze in cui incappiamo scegliere la cosa giusta.
Cosa fare in certi momenti? Seguire la razionalità o l'istinto, farsi consigliare o assumere in toto la decisione, temporeggiare o fare subito?
Ci possono soccorrere le buone letture, le nostre speranze, persino le ambizioni e, certo, le esperienze nostre e di altri che ci possono consigliare. Ma poi esiste una parte di imponderabile, cui si somma la fortuna o quel che si chiama "destino".
Fa sempre pensare la favola di Esopo: "Uno scorpione doveva attraversare un fiume, ma non sapendo nuotare, chiese aiuto ad una rana che si trovava lì accanto. Così, con voce dolce e suadente, le disse: «Per favore, fammi salire sulla tua schiena e portami sull'altra sponda»" La rana gli rispose: «Fossi matta! Così appena siamo in acqua mi pungi e mi uccidi!»".

Macron!

Emmanuel Macron dopo la sua riconferma all'EliseoE' stata per me una domenica nervosa, sbirciando a partire da una certa ora il sito del quotidiano "Le Soir" ed altre testate belghe e pure svizzere che fornivano informazioni sull'esito delle presidenziali francesi sotto la definizione scherzosa di "Radio Londres". Nel senso che in Belgio e in Svizzera, come faceva la radio inglese per i territori occupati dai nazisti, si potevano diffondere dati in anteprima sull'esito delle elezioni francesi, quanto in Francia non era consentito ad urne aperte.
L'arrivo di alcuni dati ufficiali dei Territoires d'Outremer - con la Le Pen in testa - mi aveva messo ansia. Persone addentro alla politica francese non nascondevano di persona qualche timore per un eventuale colpo di scena al secondo turno.
Per fortuna ciò non è avvenuto e probabilmente la saga dei Le Pen, padre e figlia, si chiude qui per l'Eliseo. Vedremo.

Quando la libertà d'opinione è un alibi

Bianca Berlinguer con Alessandro Orsini nell'ultima puntata di 'Carta bianca'Dedico il 25 aprile - data di domani per me importante - ad Alessandro Orsini, questo "Carneade" spuntato dal nulla e diventato il primo putiniano d'Italia. Preso subito come fenomeno da circo da Bianca Berlinguer, conduttrice sopravvalutata (e lo è stata sempre nella sua carriera al riparo di un'illustre genia), che non sa andare a braccio ed arriva in studio dove legge i suoi copioncini, che sono la negazione della televisione. Una specie di "maestrina" che, come una starlette qualunque, nasconde le rughe con potenti luci che la rendono simile ad un'aliena.
Aveva già sotto la sua protezione la caricatura del montanaro ruspante interpretata da Mauro Corona e poi si è impadronita di Orsini, che ormai appare anche in altre televisioni, perché certo pubblico - scadente anche lui - è attratto da chi la spara più grossa e lui è un astro nascente del genere.

Twitter e i principi di libertà

Collegamenti tra 'tweet'Seguo con regolarità, oltre ai giornali italiani, la stampa francofona e leggo, attraverso "Internazionale", la traduzione di articoli scritti nelle lingue tratti da pubblicazioni di tutto il mondo. E' una possibilità arricchente, che ti apre a chiavi di lettura originali e, per così dire, sprovincializzanti.
Fino a un certo punto sono in grado anche di leggere, dietro alle testate, visioni politiche derivanti non solo dai corpi redazionali, ma anche dalle proprietà. Penso ad esempio in Italia alla potenza di fuoco del "Gruppo Gedi" degli ex Agnelli o ad Urbano Cairo con il "Corriere" e "La7" e naturalmente agli interessi editoriali di Silvio Berlusconi.
Certi specchi deformanti sono spesso visibili. Tuttavia non si può negare di come molto del gioco nel mondo dell'informazione derivi dai "social".

Alpini: la data sbagliata

Alpini nella battaglia di NikolajewkaAvevo personalmente gioito, avendola letto distrattamente, della notizia di una "Giornata della memoria" dedicata agli Alpini, decisa per legge. Mi sembrava, pur nel proliferare di giornate celebrative, una scelta azzeccata, pensando - anche per la nostra piccola Valle d'Aosta - all'affezione verso le truppe alpine per profonde ragioni storiche. E' vero, per essere onesti, che con la fine della leva obbligatoria per via dell'esercito professionale piano piano questo legame sarà destinato ad affievolirsi e il disimpegno progressivo - a vantaggio della parte Orientale delle Alpi - ha privato la Valle della tradizionale e massiccia presenza di alpini di un tempo.
Tuttavia il valore simbolico aveva tutta la sua forza.

Aspettando il 25 Aprile

Albertina SolianiSi avvicina il 25 aprile e anche quest'anno, come ho fatto tantissime volte, parlerò in piazza. Capisco quanto ci sia di rituale in certe manifestazioni. Ma lo considero importante per alcune ragioni.
La prima è il ruolo istituzionale: l'ho fatto da deputato, da parlamentare europeo, da presidente della Regione ed ora da membro del Governo regionale. Credo che debbano essere gli eletti i primi interpreti di una Festa nazionale come questa, in cui la sobrietà e l'equilibrio devono essere sempre al primo posto. Capisco bene che più ci sia allontana dai fatti storici e scompaiono i protagonisti e più un velo di polvere si deposita sugli avvenimenti e non è facile mantenere vivo il ricordo. Restano idee e principi che scricchiolano troppo spesso per mancanza di conoscenza storica e per certa vaghezza che ne consegue.

Contro gli estremisti

Giancristiano DesiderioSarebbe bello poter scrivere che l'estremismo è una malattia infantile. Purtroppo non è così: l'estremismo - e la storia italiana lo dimostra, che fossero all'estrema sinistra le "Brigate Rosse" o i "Nar" all'estrema destra - è un pericolo per la democrazia.
Certo ho citato le ali più estreme, ma esistono forme soft di cui grandemente diffidare e che si vedono comparire anche nella tragica guerra della Russia all'Ucraina. Ci sono i fautori del "distinguo", i "cavillatori" degli eventi, gli esibizionisti da talk show, persino i prezzolati "filoputiani". Una banda che disgusta.
Spuntano anche i pacifisti del «né né» che vivono in un mondo di mezzo con snobismi intellettuali e baggianate spaziali. A loro - e come scrivere meglio - ci ha pensato un commento di poche righe di Giancristiano Desiderio, giornalista e scrittore, pubblicato sul "Corriere".

Enogastronomia, pensando a Dino e agli altri

Dino DarensodDurante la recente "Foire de Saint-Ours", nella sua inusuale versione primaverile a causa della pandemia, ho percorso con viva curiosità il cosiddetto padiglione enogastronomico in piazza Plouves nel cuore della città. Facile osservare come gli spazi si stiano allargando ogni anno.
Ho pensato d'improvviso proprio al lungo percorso di valorizzazione dei prodotti locali, un mio pallino da sempre. Mi sono destreggiato spesso nel cercare di catalogare, almeno per me, certe sottigliezze nel vasto campo di interesse che è occupato dalle due dizioni, "prodotto tradizionale" e "prodotto tipico". Non ne sono mai uscito del tutto e penso che alla fine quel che conta è avere produzioni locali di qualità nel solco del passato, sapendo bene le enormi contaminazioni che nel settore alimentare si innescano nel flusso dei secoli.

La serenità sottovalutata

Enrico Letta e Matteo Renzi nel febbraio 2014«Enrico stai sereno»: era il 17 gennaio 2014, quando Matteo Renzi rassicurò Enrico Letta per poi fargli le scarpe.
Ormai nella vita comune e naturalmente in politica si usa in modo beffardo l'espressione, quando si dice una cosa e se ne pensa un'altra, preparando una trappola.
E trovo, in questo clima pasquale che la Pasquetta si porta dietro come una sorella minore, che sia un vero peccato. Poiché mi piace scavare nelle parole trovo che "serenità" dovrebbe essere giustamente valutata.
Per capirne la profondità tocca anche questa volta ricorrere al mio fedele amico "L'Etimologico", che mi serve periodicamente per apprezzare quanto sia appassionante l'etimologia e cioè lo studio dell'origine e della storia delle parole.

L'uovo di Pasqua

L'uovo di cioccolato finalmente aperto«Ho imparato a conoscere i due unici rimedi contro il dolore, la tristezza, le paturnie e piaghe simili del cuore umano: essi sono la cioccolata e il tempo; per cioccolata intendo ogni specie di cibo o anche, nei casi meno gravi, non dolce. Voglio dire che quando ci si sente tristi e addolorati, eccetera, basta mangiare un po' di cioccolata o aspettare un po' di tempo perché tutto si metta "matematicamente" a bene».
(Tommaso Landolfi)
Sottoscrivo e mi compiaccio di come Pasqua sia ormai indissolubilmente legata alle uova di cioccolato, da noi schierate come soldatini di piombo in cucina, pronte al combattimento bonario che porta alla loro rottura e alla sorpresa! Ricordo che se da noi il simbolo per l'involucro di cioccolato è l'uovo, antico simbolo di fecondità, nella vicina Svizzera, ma l'origine è tedesca e diffusa pure negli Stati Uniti, è il coniglio, che se ne intende anche lui di fecondità, malgrado la proverbiale rapidità delle sue performance.

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