blog di luciano

Si completa la "mia" legge sulla donazione degli organi

La 'Lamborghini' della Polizia utilizzata per la consegna di organi per un trapiantoSono contento che, con un ritardo terrificante, sia stato finalmente emanato il decreto ministeriale che contiene le norme del regolamento sul "Sistema informativo trapianti - Sit", previsto dalla legge numero 91 del 1° aprile 1999 (sic!), che regola il principio del silenzio-assenso sulla donazione di organi. Il "Sit", a regime, consentirà finalmente la tracciabilità e la trasparenza dell'intero processo di "donazione - prelievo - trapianto" di organi. Fra un annetto passerà il principio, per il quale mi sono battuto come un leone alla Camera dei Deputati quale primo firmatario della proposta di legge diventata poi legge, che prevede con molta semplicità che chi non si esprime né per il "sì" e né per il "no" alla donazione, sia di fatto un donatore. Lo dice con chiarezza l'articolo 4 e solo la burocrazia e certi interessi lucrativi di chi guadagna con le attese dei pazienti malati non ha messo in pratica un'affermazione cristallina: "la mancata dichiarazione di volontà in ordine alla donazione degli organi è considerata quale assenso alla donazione".

Il gioco dei "se fosse"

Un raro jukeboxViviamo in un mondo bislacco in cui ogni tanto i confini dell'immaginazione sono infranti dalla realtà e dunque tocca spingersi ancora più in là.
Donald Trump si arrabbia perché i danesi, sdegnati, rifiutano la proposta di acquisto della Groenlandia, occasione ghiotta per il Presidente degli Stati Uniti per restare nella storia non solo per la bizzarria della sua elezione, ma perché si aggiungerebbe una stellina alla bandiera americana.
Visto che non bisogna mai privarsi della fantasia (Aldo Palazzeschi diceva: «Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere»), vorrei giocare quest'oggi al famoso gioco "se fosse" (o "se fossi"). Ricordate? Tipo: «se fosse un colore, se fosse un animale, se fosse una canzone...».

La forza dei dizionari

Vocabolari e dizionariE' guardando un bel film, "Il professore e il pazzo" di P. B. Shemran (che cela l'identità di Farhad Safinia, iraniano giramondo), che mi si è accesa una lampadina per riguardare certe cose.
La storia è tratta dal bestseller di Simon Winchester, che racconta della commovente amicizia tra il brillante professor James Murray (Mel Gibson), filologo britannico a cui venne affidato nel 1857 l'incarico di redigere l'"Oxford English Dictionary", e William Chester Minor (Sean Penn), un assassino rinchiuso in un manicomio criminale londinese (con uno spaccato da paura sulle terapie dell'epoca).
A Murray, conoscitore esperto di decine di lingue e dialetti, venne affidata la redazione del primo dizionario al mondo di lingua inglese e, vista la difficoltà dell'impresa, fu lui a decidere di coinvolgere i cittadini, via posta, nell'approfondimento parola per parola.

Mattarella e il caos politico

Il Presidente Sergio Mattarella mentre riceve le dimissioni di Giuseppe ConteResta un paradosso all'italiana che si sia scelto questo periodo per discutere del futuro del Governo Conte, ieri trapassato con un Premier che sembrava Biancaneve per il suo recitativo. Ora - mettendo la sordina alle voci ed alle urla di questi ultimi giorni, compreso lo spettacolo al Senato di ieri - ci vorrà tempo per capire, a bocce ferme e partita conclusa, chi risulterà vincitore e chi vinto.
Invidio i commentatori con sicumera.
Per ora, infatti, mi pare che si capisca poco e, se i rovesciamenti di fronte fanno parte della Politica, tuttavia il "saltabeccare" non penso risulterà mai una scelta giusta per nessuno. Resto convinto che il voto anticipato sarebbe necessario e meglio di ogni sceneggiata in corso a "tour de rôle" sul palcoscenico in un eccesso di esposizione che riguarda in particolare Matteo Salvini e la sua scelta di staccare la spina sull'onda dei sondaggi.

La "solastalgia" ed i ghiacciai

Il 'fu' ghiacciaio islandese 'Okjökull'Ogni tanto mi guardo attorno e vedo con chiarezza come il nostro ambiente si stia modificando. I segni più macroscopici sono l'impazzimento del bosco che cresce in Valle d'Aosta con una rapidità inquietante, l'altro segno è la sofferenza dei ghiacciai che lasciano a pietrame e sfasciume uno spazio prima ben presidiato in un contesto di crescente rischio idrogeologico anche a quote più basse.
Non so bene se questa sensazione - che provo quando vedo costruzioni che turbano ambienti che erano un tempo "vergini" - sia "solastalgia", che è un disturbo d'ansia, una sorta di nostalgia che si prova quando l'ambiente intorno a te cambia in peggio, inventata dal filosofo australiano Glenn Albrecht, che l'ha coniata qualche anno fa, quando lavorava alla "University of Newcastle", in Australia.

Il peso della saggezza

Piero Angela su 'La Stampa'Mai come in questo momento ci sarebbe bisogno di saggezza nel solco di quanto diceva il grande scrittore della montagna, Mario Rigoni Stern: «Leggete, studiate, e lavorate sempre con etica e con passione; ragionate con la vostra testa e imparate a dire di no; siate ribelli per giusta causa, difendete la natura e i più deboli; non siate conformisti e non accodatevi al carro del vincitore; siate forti e siate liberi, altrimenti quando sarete vecchi e deboli rimpiangerete le montagne che non avete salito e le battaglie che non avete combattuto».
Sembrano precetti dimenticati, specie in Politica dove si sono fatti rari o inascoltati i saggi, cioè persone che conoscano le cose e che agiscano con prudenza grazie anche al bagaglio di esperienze accumulate. La Politica per altro non è che lo specchio della società. Si può a lungo discutere, infatti, sul suffragio universale e dei molti che adoperano il voto senza conoscenza e discernimento, ma lo specchio deformato della politica è conseguenza in parte del prevalere in troppe occasioni - elezioni comprese - di imprudenza e ottusità e si potrebbero adoperare anche tutti gli altri termini anche meno eleganti che si trovano come contrari della saggezza (spiccano irragionevolezza e asineria...).

Basta bufale su Mussolini e il fascismo

La copertina del libro di Francesco FilippiNon ho mai scelto le mie amicizie in base al credo politico, malgrado la politica abbia dominato gran parte della mia vita. Credo che conti più l'intelligenza e la simpatia delle persone che si decide di frequentare e, per altro, nel corso di una vita esiste un vasto turnover.
Per cui mi capita di discutere con persone che hanno come brodo di coltura certi pensieri sbagliati sul fascismo o per ragioni familiari di persone care nostalgiche del Ventennio che hanno passato il virus o perché simpatizzano per ragioni varie, specie in tempi come questi in cui i "social" diffondono fake news assurde per illustrare Mussolini ed il suo Regime.
Talvolta mi impegno a discutere su argomenti che credo di conoscere bene e - di fronte a chi è davvero zuccone - finisco per troncare le discussioni per inutilità di fare sforzi cognitivi con chi ha nel cervello informazioni strampalate.

L'epoca dei salvagenti sgargianti

L'installazione 'Apolide' di Oppy De Bernardo, realizzata con migliaia di salvagenti a LocarnoIl salvagente o ciambella è un oggetto strettamente legato al boom economico ed alle spiagge anni Sessanta in parte - come oggetto d'uso familiare - alle vacanze marine, cui si aggiungevano le colonie per bambini.
Se penso alla mia infanzia ed a quei negozi-mercerie ancora presenti nei pressi degli stabilimenti balneari mi vengono in mente i salvagenti in plastica piuttosto spartani come lo erano i loro cugini più grandi, i materassini per non dire poi dei battellini. Avendo imparato a nuotare presto, li usavo come simpatici ammennicoli e nell'ultima volta al mare ho spiegato al piccolino di casa come il posto più tranquillo del mondo sia stare sotto il canotto rovesciato rasente acqua con sciabordio incorporato...
Oggi - ne sono testimone curioso - gli oggetti in auge per galleggiare sono esplosi in colori sgargianti e forme senza limiti che non affidano solo più ai bambini quel navigare senza meta nel mare e in piscina. Anzi è diventato un vezzo per adulti giocosi che si aggirano con oggetti ridicoli per la loro età a pelo d'acqua.

Don Salvatore e la montagna

Don Salvatore SciannameaNon è certo colpa della Curia valdostana e del suo Vescovo attuale, Monsignor Franco Lovignana, se - mentre si avvia la discussione su forme di fusioni volontarie fra i Comuni valdostani, alcuni dei quali colpiti da terribili crisi demografiche - da anni ormai si accorpano le parrocchie dei paesi (i campanili sono più dei municipi) sotto uno stesso curato a coprire diverse comunità.
L'invecchiamento dei parroci autoctoni in servizio, assieme alla crisi delle vocazioni con pochissimi seminaristi che assicurino il ricambio generazionale, hanno aperto le porte delle canoniche a sacerdoti di fuori Valle non solo dall'Italia e dall'Europa, specie dell'Est, ma anche a sacerdoti di origine africana. Ovvio che il messaggio pastorale resti, ma cambi in profondità il radicamento territoriale e culturale - e certo la conoscenza e la pratica delle lingue locali - che mutano quel ruolo storico di caposaldo di certe tradizione di un clero valdostano decisivo in certi passaggi politici del passato, compresa l'attuale forma di Autonomia con figure decisive nell'educazione dei giovani e nelle riflessioni sul futuro della Valle.

Ferragosto

Pier Paolo PasoliniSarà che restiamo travolti anche nel cuore dell'estate da troppe brutte storie di vario genere, ma la vera tentazione di Ferragosto sarebbe l'ascesi. Capisco quanto l'ambizione sia esagerata e non rientrerebbe troppo nelle mie corde, ma basterebbe allora un salutare buen retiro nel quale snobbare certi riti festaioli. Ma certo si dimostrerebbe una buona dose di impropria stravaganza rispetto agli obblighi sociali delle feste comandate.
Per cui, ribadendo che questa logica del distacco dal mondo non mi appartiene, agisco diversamente ed aggiungo che il rientro sarebbe peggio della breve fuga, perché non è detto che, durante l'assenza, non capiti qualcosa di ulteriormente peggiore.

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