Fra le mie letture giovanili spiccava Bertrand Russell (1872–1970), che mi piaceva per la chiarezza e l’anticonformismo, che è sempre stata una sua caratteristica e spero di averne acquisito qualche briciola.
Aristocratico ribelle con il titolo di conte, orfano cresciuto da nonni vittoriani rigidi, diventa il più lucido demolitore della metafisica speculativa del suo tempo.
Insieme a Whitehead scrive i Principia Mathematica, un tentativo titanico e un po’ ardito di far poggiare tutta la matematica su basi assolutamente rigorose e con un metodo logico.
Divenne famoso al grande pubblico per tre cose. Anzitutto per la critica feroce contro la religione. Discute e spesso litiga con quasi tutti i potenti del suo tempo. Affronta la prigione per due volte (nel 1918 contro la Prima guerra mondiale, nel 1961 a 89 anni per disobbedienza civile contro le armi nucleari).
Intelligenza mista a sarcasmo, assomma l’arroganza del rango che gli inimica molti con una visione che talvolta sfiora con eleganza l’anarchia, nel nome della libertà di pensiero.
Ateo militante, pacifista radicale, difensore del libero amore (praticato con notevole costanza: quattro mogli e innumerevoli amanti), Premio Nobel per la Letteratura 1950 «per i suoi scritti vari e significativi nei quali difende gli ideali umanitari e la libertà di pensiero».
Un pensatore disincantato in grado di polemizzare contemporaneamente con preti, generali, comunisti, conservatori e buona parte degli altri filosofi. E lo fece quasi sempre con stile. Ricordava la fragilità della ragione e della facilità con cui gli esseri umani possono cadere nel fanatismo. In questo nostro mondo di estremisti di tutti i generi è un ammonimento da memorizzare e farne buono per l’uso.
Nel 1951, Russell scrisse un "decalogo" per l'individuo critico. Una sorta di guida etica e intellettuale per chiunque volesse vivere secondo ragione in un mondo spesso dominato dal pregiudizio e dal dogma.
Ecco i Dieci Comandamenti di un libero pensatore, secondo Russell:
- Non sentirti mai assolutamente sicuro di nulla. (Il dubbio è l'inizio della saggezza).
- Non pensare che valga la pena procedere nascondendo le prove, perché le prove emergeranno sicuramente.
- Non cercare mai di scoraggiare il pensiero, perché sicuramente ci riuscirai.
- Quando incontri un'opposizione, anche se dovesse venire da tuo marito o dai tuoi figli, cerca di vincerla con l'argomentazione e non con l'autorità, perché una vittoria che dipende dall'autorità è irreale e illusoria.
- Non avere rispetto per l'autorità degli altri, perché si possono sempre trovare autorità contrarie.
- Non usare il potere per sopprimere opinioni che ritieni dannose, perché se lo farai, le opinioni sopprimeranno te.
- Non temere di essere eccentrico nelle tue opinioni, poiché ogni opinione ora accettata è stata un tempo eccentrica.
- Trova più piacere nel dissenso intelligente che nel consenso passivo, perché se apprezzi l'intelligenza come dovresti, il primo implica un accordo più profondo del secondo.
- Sii scrupolosamente veritiero, anche se la verità è scomoda, perché è ancora più scomodo quando cerchi di nasconderla.
- Non provare invidia per la felicità di coloro che vivono nel paradiso degli sciocchi, perché solo uno sciocco può pensare che quella sia felicità.
Non si tratta di diventare per forza "bastian contrari", ma di coltivare l'onestà intellettuale.
Ci sono pensieri che non perdono in freschezza.