Per scrivere quotidianamente, esercizio virtuoso ma di cui ogni tanto mi chiedo il perché, significa trovare spunti per farlo. Il caso nelle letture quotidiane appare d’improvviso per dare lo spunto.
Internazionale riprende ogni settimana un vero/falso della Süddeutsche Zeitung. Questa settimana il quesito fa sorridere: masticare le gomme fa venire fame?
Risposta, come sempre, circostanziata: ”Le gomme da masticare stimolano l’appetito per diversi motivi. “Innanzitutto perché la masticazione è una fase importante della digestione”, spiega Adam van Casteren, biomeccanico a capo di un guppo di ricerca al Max Planck institute for evolutionary anthropology, in Germania. Il cibo, prima di poter essere deglutito e digerito nello stomaco, dev’essere scomposto. A supportare questo processo è la saliva, che contiene enzimi che avviano la digestione. “Il movimento di masticazione con una gomma è pressoché identico a quello con un alimento. È lo stesso stimolo meccanico e le ghiandole salivari sono spinte a produrre più saliva”. Questa maggiore produzione di saliva, se non viene consumato cibo e non c’è l’apporto energetico previsto, può indurre il corpo a segnalare la fame. Altri fattori che possono influenzare la voglia di mangiare mentre si mastica una gomma sono il gusto e l’olfatto, sensibili agli aromi usati. Questi due sensi possono stimolare i riflessi digestivi, la produzione di saliva e l’attività dello stomaco e dell’intestino, perché il corpo manda gli stessi segnali che invia quando si mangia. E anche in questo caso, se il cibo non arriva, il corpo reagisce stimolando l’appetito”.
Mi piace questa precisione teutonica!
Ho avuto periodi nella vita in cui sono stato grande consumatore e mi diverte constatare il marketing delle gomme da masticare (soprattutto quelle senza zucchero) punta molto di più sui benefici per l’igiene dentale che sul semplice consumo ludico o di piacere. È una strategia vincente perché risponde alla crescente attenzione dei consumatori verso salute e prevenzione.
Tempo fa, mi ha fatto ridere la ricerca dell’Accademia della Crusca sui nomi italiani della gomma da masticare Secondo l’Accademia della Crusca esisterebbero ben 14 varianti diverse del nome. Eccole, con la loro diffusione geografica:
Cicca – Lombardia, Emilia Romagna, parte del Piemonte
Cicles / Chiclets – Piemonte (Torino, Biella e quasi tutto il Piemonte)
Cingomma / Ciga – gran parte del Centro-Sud e Sardegna
Gingomma – Calabria
Gigomma – Molise
Ciunga – Sicilia e Trentino Alto Adige
Ciunghe – Verona
Ciuìngam – Toscana e Catania
Ciùingam – Liguria ed Emilia Romagna
Ciringumma / Cilingumme / Scingomma – varianti toscane e sarde
Caramella a molla – Campania e Basilicata
Masticante – zona di Messina
Gomma americana / Gomma da masticare – termine più diffuso e “ufficiale”
Chewing gum / Chewingum – anglismo usato in tutta Italia
Ci sono poi forme più locali come ciungai a Genova, masticone ad Arezzo, cicchetto o cicchino in aree del Centro-Sud, e “mascichetta” tra i più anziani del Molise.
Per me da bambino era ”cicles” ed era una stortura derivante dal famoso marchio americano Chiclets, una delle gomme da masticare più iconiche degli Stati Uniti.
L'arrivo delle "gomme americane" in Italia è un capitolo affascinante della nostra storia post-bellica, segnato dall'incontro tra la cultura statunitense e l'imprenditoria milanese.
Le prime gomme da masticare arrivarono massicciamente in Italia con le truppe alleate (i soldati americani) durante la Seconda Guerra Mondiale. Le marche originali americane più diffuse erano principalmente Wrigley's (con i celebri gusti Spearmint e Juicy Fruit) e le Beech-Nut.
Questi prodotti divennero rapidamente un simbolo di libertà, modernità e benessere economico, distinguendosi dai timidi tentativi autarchici precedenti.
Il passaggio dalla semplice importazione alla produzione locale si deve a una famiglia di Lainate (Milano). I fratelli Ambrogio ed Egidio Perfetti. Nel 1946 fondarono il Dolrificio Lombardo, che sarebbe poi diventato la celebre Perfetti.
La produzione del primo vero chewing gum "made in Italy" iniziò nel 1946. Intuendo il potenziale del mito americano, i Perfetti scelsero di chiamare il loro prodotto di punta Brooklyn (la "gomma del ponte"), lanciandolo ufficialmente a metà degli anni '50.
Nonostante la dimensione multinazionale e la sede legale del gruppo si trovi oggi a Schiphol, nei Paesi Bassi (una scelta strategica comune a molte grandi aziende per motivi fiscali e logistici), il cuore e il controllo restano saldamente italiani.
Si tratta del terzo gruppo al mondo nel settore delle caramelle e dei chewing gum e la ”gomma del ponte” resta un marchio di generazioni come la mia.