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30 mag 2026

🎶 Dalla radio a valvole all’AI generativa

di Luciano Caveri

Ascolto musica dove posso e con che cosa posso, direi sin dai carillon di quando ero un neonato…

Essendo nato nel 1958, ho vissuto in prima persona la più grande ed eclatante rivoluzione tecnologica della storia della musica. Sono passato dall'era analogica e puramente meccanica alla totale smaterializzazione digitale di oggi.

Gli anni Sessanta e Settanta erano l’era del vinile (ora tornato in auge) con giradischi, mangiadischi, registratore a bobine e radio a transistor.

Gli anni della mia giovinezza e della maturità hanno visto il trionfo del nastro magnetico e della portabilità individuale con il mangianastri,le autoradio, il Walkman.

La fine del secolo scorso ha visto il lettore CD poi travolto dal digitale

In questo nuovo secolo la musica si è smaterializzata: non serve più un supporto per ogni album, ma un unico dispositivo per migliaia e migliaia di canzoni.

Sono arrivati su seguito i file compressi mp3, l’Ipod, la musica via computer Oggi la musica non si possiede più, si accede a un catalogo universale in tempo reale via smartphone con applicazioni di Valle d’Aosta streaming come Spotify, Apple Music o YouTube, hai accesso immediato a praticamente tutta la musica mai registrata nella storia dell'umanità con auricolari performanti.

Ci sono apparecchiature domestiche a comando vocale a cui basta chiedere ad alta voce la canzone preferita!

Chissà quali nuovi strumenti e quali nuove modalità arriveranno con rivolgimenti che investono il mondo artistico della musica. Come in molti altri settori, L’AI generativa sta già cambiando il processo creativo, ma il passo successivo immaginato è una collaborazione continua uomo-macchina: sistemi che imparano lo stile di un artista e propongono variazioni in tempo reale, quasi un “co-autore” sempre presente.

Si immagina musica adattiva e personalizzata non nel senso degli algoritmi di raccomandazione attuali, ma di brani che cambiano struttura, ritmo e timbro in base al contesto dell’ascoltatore, seguendo l’umore, l’ora, l’ambiente fisico. Una canzone che non è mai uguale a se stessa.

Se tornassi indietro di qualche decennio, rispetto alle mie conoscenze di allora, mai avrei immaginato cambiamenti così incisivi.

Ricordo bene sia le vecchie e monumentali radio, le vecchie attrezzature con cui trasmettevano, il grammofono in casa di un amico e certi stereo bellissimi, i pomeriggi danzanti da ragazzino con i primi DJ, certa musica dal vivo dei complessini degli amici.

Sembra di parlare di epoche remote e invece il tempo trascorso non è così lungo. In passato, un'invenzione come la stampa o la macchina a vapore richiedeva decenni o secoli per diffondersi.

Oggi, i computer più potenti vengono utilizzati per progettare i microchip della generazione successiva, e gli algoritmi di Intelligenza Artificiale vengono impiegati per scrivere codice software o per analizzare dati scientifici a una velocità che l'essere umano non potrebbe mai replicare. La tecnologia, in breve, accelera i propri stessi cicli di sviluppo.

Il tempo necessario affinché una tecnologia diventi parte della vita quotidiana di massa si è ridotto drasticamente. Possiamo vederlo chiaramente confrontando le diverse epoche storiche.

E la musica non fa eccezione.