Dalle trincee della Grande Guerra ai droni dell’Ucraina
Ricordo, come qualche cosa di lontano, i racconti del mio nonno materno, Emilio Timo, in cavalleria nella guerra di Libia del 1911 e poi nella Prima Guerra mondiale dal 1915 al 1918.
Ero troppo piccolo e da adolescente scarsamente interessato di capire cosa esattamente dicesse questo uomo molto anziano e assai composto dal volto scavato e dalla figura ormai rimpicciolita dall’età.
Coglievo l’orrore vissuto, le paure e il disprezzo per la guerra, che lo aveva spinto a lasciare l’Esercito, diventando commerciante d’olio dall’Imperiese al Piemonte.
Nella lettera domenicale del Grand Continent ho ...
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