Il panegirico degli ipocriti
C’è un’età in cui i necrologi smettono di essere notizie e diventano specchi. Superata una certa soglia anagrafica, ogni scomparsa di un personaggio pubblico non è più solo cronaca: è un pezzo della propria biografia che si stacca.
Chi è nato negli anni Cinquanta del secolo scorso lo sa bene. La lista si allunga, e con essa cresce una sensazione scomoda, difficile da confessare senza sembrare cinici: il fastidio per il modo in cui, collettivamente, celebriamo i morti.
C’è una parola greca e latina, trasformatasi nel significato nel tempo, che definisce celebrazioni dei defunti esagerate e fas...
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