Sui risvolti dell’antipolitica
Capita. Può essere ad un tavolo di un ristorante in una gita fuori porta. Oppure sulla sdraio in spiaggia. O ancora sulla cabinovia in montagna.
Capita di orecchiare certi discorsi sulla politica che non cambiano mai.
Si passa dal ”sono tutti uguali” al ”bisticciano nelle aule e poi vanno a mangiare assieme”, dal ”si riempiono i portafogli” al “privilegi: vogliono solo quelli”.
Il vizio italiano dell’antipolitica e dell’antiparlamentarismo, nutriti di demagogia e populismo, resta sempre acceso come la Fiamma Eterna al Milite Ignoto nel Monumento accanto alle mura del Cremlino, a pochi passi d...
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